È l'ultima invenzione sfornata dai laboratori di robotica giapponese grazie alla collaborazione della Nec e dell'università giapponese Mie. Come fa una macchina composta da circuiti a degustare le vivande? Il suo segreto è nel braccio sinistro, dotato di un dispositivo che proietta raggi infrarossi sulla bevanda o sul formaggio da esaminare. Il robot riconosce gli ingredienti in base al grado di assorbimento dei raggi infrarossi: una vera e propria "impronta digitale" che consente di distinguere un alimento dall'altro. Inoltre, se si tratta di un vino, il piccolo automa è programmato per esprimere i commenti ad alta voce: riconosce la marca, determina le caratteristiche della bevanda e consiglia i cibi che si abbinano meglio al tipo di vino analizzato. Quando il robot parla la sua bocca si illumina. Non è infallibile: ha riconosciuto la mano di un ricercatore posta davanti al suo dispositivo a infrarossi come "prosciutto". Il sommelier fatto di chip e circuiti è progettato per essere anche un dietologo: non si limita a dare consigli sulle qualità di vino più vicine ai gusti del proprietario, ma può diventare anche prezioso per la salute perché scopre nei cibi gli ingredienti nocivi per la propria alimentazione. Per esempio, può segnalare la quantità di zuccheri o di grassi nei cibi o nelle bevande, aiutando i malati a seguire una dieta corretta. Un aiuto per diabetici e persone che soffrono di allergia o intolleranza alimentare.
Fidatevi del robot somelier
di Redazione · aprile 2007

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