Se le strade fossero più lisce e presentassero meno buche, i veicoli che vi transitano consumerebbero il 3% in meno. A questa conclusione, riferita alla rete stradale statunitense ma estendibile probabilmente ad ogni parte del mondo, sono giunti alcuni studiosi di ingegneria civile del Massachusetts Institute of Technology (MIT). I ricercatori americani si sono basati su modelli matematici per calcolare che l'eliminazione delle buche e delle asperità stradali porterebbe ad un risparmio annuo di 273 milioni di barili di petrolio (per un valore di 12,4 miliardi di euro) e quindi minori emissioni nell'atmosfera per 46,5 milioni di tonnellate di CO2.
L'ENERGIA PER AVANZARE SI DISPERDE Gli autori dello studio hanno tradotto in modelli matematici le forze che agiscono sul pneumatico durante il rotolamento sulla superficie stradale, concludendo che i continui movimenti verticali di quest'ultimo disperdono energia utile all'avanzamento, modificando l'impronta a terra come se la ruota fosse sempre in leggera salita. L'esempio fatto dai due ricercatori è quello della persona che camminando su una superficie sabbiosa consuma più energia rispetto a chi cammina su una superficie dura e regolare.
Questi maggiori consumi potrebbero essere ridotti dell'80% solo migliorando le proprietà dell'asfalto e dei materiali utilizzati per costruire le strade. A conclusione del loro ricerca i due hanno aggiunto che i costi per la ripavimentazione delle strade più problematiche si ripagherebbero da soli in poco tempo, non solo in termini di minori emissioni e consumi, ma anche in riduzione dei costi di manutenzione.




