È un tipo di differenziale che modifica la ripartizione della coppia motrice alle ruote quando queste girano a velocità che differiscono di un valore prefissato. L'autobloccante impedisce che alla ruota che pattina arrivi più di una certa percentuale di coppia mentre la percentuale rimanente va alla ruota con maggiore aderenza. Un particolare autobloccante è anche il Torsen (Torque Sensitive) che più esattamente va definito «a slittamento limitato»: suddivide la coppia alle ruote motrici in funzione della rispettiva aderenza utilizzando un sistema esclusivamente meccanico. L'autobloccante incorpora degli elementi (nottolini, lamelle, molle) che limitano la parte di coppia trasmissibile alla ruota che tende a pattinare.
Un altro tipo di autobloccante è anche il giunto viscoso: nel carter, contenente un liquido dalla viscosità che aumenta con la temperatura, girano a distanza ravvicinata dischi collegati alternativamente ai due semiassi. La differente velocità di rotazione fa aumentare la temperatura del liquido e può arrivare a impedire lo slittamento fra i due semiassi. L'elettronica ha infine permesso di affinare la gestione anche degli autobloccanti. L'E-diff della Ferrari, ad esempio, prevede un bloccaggio variabile, fino al 100 per cento. L'impiego dell'autobloccante è generalizzato sulle auto da corsa, mentre è limitato ai modelli ad alte prestazioni per uso stradale.



