Sono rimasto senza casa. Posso vivere stabilmente nella mia roulotte e fissarvi la residenza?
Nessuna norma di legge vieta espressamente di poter vivere in una roulotte, tuttavia se si ci vuole abitare stabilmente occorre ottenere dal Comune il permesso di costruire sul suolo in cui la stessa viene lasciata, esattamente come se si decidesse di costruire un fabbricato. Difatti il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3435 del 12 luglio 2017, ha stabilito l'illegittimità dell'uso delle roulotte a fini abitativi e di residenza in assenza del permesso di costruire. Nell'ipotesi in cui la roulotte sia equiparabile a un immobile, in quanto collegata a un determinato luogo con l'allaccio ai servizi idrici ed elettrici, nonché a tutti gli altri necessari per vivere, chi la abita potrà stabilirvi anche la residenza.
La residenza fa sorgere in capo al soggetto una serie fondamentale di diritti e doveri, ad esempio il diritto di voto, all'assistenza sanitaria, al rilascio della carta d'identità, ma anche dei doveri come quello di pagare le imposte municipali come l'Imu e la Tari.
La richiesta di iscrizione anagrafica costituisce un diritto soggettivo del cittadino e tutti, anche le persone senza fissa dimora, hanno diritto a chiedere ed ottenere la residenza. Chi si sposta continuamente è considerato senza fissa dimora e può ottenere una residenza anagrafica vincolata al possesso di un domicilio, cioè di un posto dove vive in maniera stabile ma che non deve per forza essere un'abitazione. Il domicilio può essere fissato anche in una via inesistente, la quale però avrà una rilevanza giuridica, ogni Comune, infatti, possiede un elenco di indirizzi fittizi che possono essere scelti dalle persone senza fissa dimora per stabilirvi la propria residenza.
Colui che vive in una roulotte che non è bloccata al terreno è equiparabile a chi non ha fissa dimora perché, trattandosi di un mezzo su ruote, può liberamente spostarsi, ma anche in questo caso potrà ottenere una residenza.




