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Settembre il mese dei buoni propositi. Ma sono destinati a fallire?

di Redazione · settembre 2025

Settembre il mese dei buoni propositi. Ma sono destinati a fallire?

Se gennaio inizia ufficialmente il nuovo anno, a settembre inizia un nuovo anno "emotivo". Dopo le vacanze, quasi tutti fanno buoni propositi: dieta, palestra, corsi.

Secondo una ricerca dell'Università della Pennsylvania, i buoni propositi fatti in settembre hanno circa il 30% in più di probabilità di essere mantenuti rispetto a quelli di gennaio. Il motivo? Dopo l'estate ci sentiamo più riposati e motivati. Il problema è la costanza: dopo 6-8 settimane l'entusiasmo tende a calare.

L'effetto nuovo inizio

Gli psicologi lo chiamano "fresh start effect": di fronte a una nuova fase della vita, ci si sente più motivati e pronti a cambiare.

Settembre è perfetto: il calendario scolastico ricomincia, le ferie sono finite, la routine riparte. È il momento ideale per decidere cosa cambiare.

Perché si molla abbastanza presto?

Poi arriva ottobre. Il problema è che spesso i propositi sono troppo ambiziosi: andare in palestra tre volte a settimana, mettersi a dieta, andare a dormire presto, leggere un libro al mese... Ma la forza di volontà non è infinita: funziona come una batteria che, se non ricaricata, si scarica in fretta.

Il segreto è ridimensionare

Gli esperti consigliano di fissare obiettivi piccoli e concreti. In questo modo, ogni piccolo traguardo raggiunto alimenta la motivazione.

E se si fallisce?

Non bisogna scoraggiarsi perché il valore dei propositi non risiede solo nel loro raggiungimento immediato, ma anche nel percorso che si intraprende cercando di realizzarli. Ci sono diversi motivi per cui è importante mantenere una prospettiva positiva anche quando gli obiettivi non vengono raggiunti:

• Crescita personale: Ogni tentativo insegna qualcosa: aiuta a scoprire i propri limiti, le proprie risorse e cosa si può migliorare. Anche un "fallimento" porta conoscenza e consapevolezza.

• Il tempo non è lineare: Gli obiettivi non raggiunti subito possono essere realizzati più avanti. A volte le circostanze cambiano e ciò che sembrava impossibile a settembre diventa fattibile più tardi.

• Adattamento e flessibilità: Non raggiungere un proposito può spingere a rivederlo, a modificarlo o a trovare nuove strade più adatte per conseguirlo. Questo non è un fallimento, ma un atto di saggezza.

• Importanza del processo: Il semplice fatto di aver coltivato l'intenzione di migliorarsi ha un valore intrinseco. Anche i piccoli passi fatti lungo il cammino contribuiscono al benessere e alla maturità.

• Autocompassione: Scoraggiarsi troppo può diventare dannoso. Accettare che il progresso non sempre è lineare permette di trattarsi con gentilezza e di non perdere motivazione.