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Condominio ed eredità. Quando la legge entra nella vita quotidiana

di Redazione · marzo 2026

Condominio ed eredità. Quando la legge entra nella vita quotidiana

Abito al primo piano di un palazzo dove devono essere fatti dei lavori di manutenzione straordinaria all'ascensore. L'amministratore ha diviso la spesa in millesimi e io dovrei pagare di più rispetto agli altri inquilini che abitano ai piani superiori. Posso oppormi?

L'art. 1124 del Codice Civile stabilisce che le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.

Le spese di manutenzione vengono quindi divise in base all'uso differenziato che ne fanno gli inquilini dei vari piani.

Pertanto, la decisione dell'amministratore potrà essere impugnata. In particolare, se la decisione è stata presa con delibera assembleare, va impugnata entro trenta giorni. Invero, la delibera che deroga agli ordinari criteri di ripartizione per uno specifico intervento è annullabile e non nulla, per cui decorsi i suddetti trenta giorni essa diventa definitiva (Cass., 19 ottobre 2023, n. 29071).

In ogni caso è opportuno ricordare che, prima di intraprendere qualsiasi azione, occorre prendere visione del regolamento perché se questo ha natura contrattuale, potrebbe validamente stabilire criteri di ripartizione differenti da quelli legali.

Gli eredi hanno il diritto di prelazione sulle quote che gli altri eredi vogliono vendere?

Quando più persone insieme ricevono un'eredità si ha una comunione ereditaria dove tutti sono proprietari dell'insieme, ognuno per la sua quota, ma nessuno è proprietario esclusivo di un singolo bene fino alla divisione.

L'art. 732 c.c. stabilisce che durante il periodo in cui i beni si trovano in comunione ciascun coerede vanta un diritto di prelazione, pertanto se un altro coerede decide di vendere la sua quota, deve prima offrirla agli altri coeredi, alle stesse condizioni a cui la alienerebbe a un terzo. Se il coerede non rispetta la prelazione gli altri hanno il diritto di riscattare la quota alienata (retratto successorio) direttamente nei confronti dell'acquirente estraneo pagando lo stesso prezzo di acquisto.