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Attualità

Sacra Rota e nullità del matrimonio: si è automaticamente divorziati?

di Redazione · giugno 2026

Sacra Rota e nullità del matrimonio: si è automaticamente divorziati?

In Italia una dichiarazione di nullità matrimoniale da parte del Tribunale della Sacra Rota non produce automaticamente effetti civili ma deve essere recepito con la delibazione della sentenza ecclesiastica da parte della Corte d'Appello. Non bisogna fare assolutamente confusione tra nullità e divorzio, la prima stabilisce che il matrimonio era invalido fin dall'inizio mentre il divorzio scioglie un matrimonio che quando è stato celebrato era valido.

Negli anni ci sono state sentenze ecclesiastiche che hanno riconosciuto la nullità in situazioni dove un coniuge aveva nascosto la propria omosessualità ma ogni caso deve essere valutato singolarmente.

La legge italiana tutela la famiglia che si è creata nel tempo anche se c'è un inganno o un errore fondamentale sull'identità sessuale del partner. Se la coppia ha convissuto come marito e moglie per almeno tre anni non è più possibile rendere efficace in Italia la sentenza ecclesiastica di nullità. Il cosiddetto dies a quo, il giorno di partenza da cui calcolare i tre anni, è la data di celebrazione del matrimonio religioso anche se il coniuge che è stato ingannato viene a sapere dell'omosessualità del partner molto tempo dopo. Tuttavia, la regola dei tre anni non è assoluta, invero negli ultimi anni la Cassazione ha riconosciuto alcune eccezioni nel caso in cui il vizio è considerato grave anche dal diritto italiano.

Pochi anni fa la Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo che, dopo otto anni di matrimonio e una figlia, ha rivelato la sua omosessualità e ha ottenuto dal tribunale ecclesiastico la dichiarazione di nullità per "errore sulla qualità essenziale della persona" e voleva che questa nullità valesse anche per lo Stato italiano. I giudici, con l'ordinanza n. 19329/20, hanno chiarito che la convivenza prolungata crea una situazione giuridica di ordine pubblico italiano e, anche se per la Chiesa quel vincolo è nullo per un errore grave, per lo Stato italiano prevale la tutela della stabilità familiare perciò il matrimonio resta valido per gli effetti civili e i coniugi per sciogliere il vincolo matrimoniale devono prima separarsi e poi divorziare.