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Attualità

Finanziamenti agevolati e situazione nel Mezzogiorno

di Redazione · novembre 2005

Finanziamenti agevolati e situazione nel Mezzogiorno

Oggi una possibile risposta ai problemi dell'occupazione e dello sviluppo, può venire attraverso le piccole e medie imprese, che in Italia sono un ampio e ramificato complesso, nate dalla creatività e dalla straordinaria capacità di adattarsi alle esigenze del mercato; è quindi opportuno valorizzare questa ricchezza per garantire un miglioramento ed un passo in avanti all'imprenditoria italiana.

Leggi che permettono la crescita delle PMI ed in generale dell'intero tessuto imprenditoriale nazionale, ce ne sono, ed abbracciano un po' tutti i settori.

La legge 215, valido strumento di agevolazioni è rivolto alle donne che si apprestano ad entrare nella mondo imprenditoriale o che già operano sul mercato, con un finanziamento a fondo perduto del 75%.

Altra importante legge a carattere nazionale è la legge 185, rivolta ai giovani e non, che vogliono avviare nuove iniziative imprenditoriali; il tipo di finanziamento si divide a metà tra fondo perduto e mutuo a tasso agevolato e si rivolge ai settori della somministrazione, servizi, produzione di beni (Microimpresa), commercio e fornitura di servizi (Lavoro Autonomo).

La legge cardine, sulla quale si fondano un po' tutte le leggi agevolative è la 488/92 che attraverso bandi specifici per l'Industria, il turismo e il Commercio distribuisce alle aziende italiane la gran parte (circa il 50%) di quelli che comunemente vengono definiti "contributi a fondo perduto", erogati a fronte di investimenti.

Tali leggi non vengono sfruttate a dovere dall'imprenditoria meridionale che, spesso, non da seguito agli investimenti effettuati andando così a rendere vana la legge agevolativa a cui si era rivolto, o non prosegue nel percorso di crescita che questi finanziamenti permettono di cominciare.

Spesso e volentieri il finanziamento viene visto solo come un modo per ricevere soldi e non un'opportunità di crescita per l'impresa ed il mercato di riferimento.

Soprattutto il meridione, pur ricevendo la maggior parte di tali aiuti ristagna comunque in una situazione di sviluppo precario dalla quale, eccetto alcune realtà locali, non riesce ad emergere, mantenendo così ancora larga la forbice tra sè ed il Nord Italia.

È pur vero che nel "Meridione" esistono realtà differenziate, alcune delle quali si stanno ormai, sviluppando e, nonostante non abbiano raggiunto valori di crescita paragonabili a quelli settentrionali, sono in grado tuttavia di "camminare in autonomia".

Si avverte, quindi, la necessità che gli imprenditori campani prendano coscienza e si responsabilizzino rispetto alla problematica dello sviluppo, superando la debolezza delle infrastrutture e potenziando la capacità di attrarre investimenti esteri in maniera consistente e continuativa.

L'impresa campana deve quindi nel concreto individuare le sue necessità attraverso un'attenta valutazione degli obiettivi e dei punti di debolezza, in modo da avere chiara la propria situazione aziendale e sfruttare al massimo tutti quegli incentivi che possono renderla più competitiva sul mercato. "L'idea di impresa" per poter giungere alla realizzazione ha bisogno di un attento "piano aziendale" che valuti gli obiettivi imprenditoriali e soprattutto i costi benefici dell'iniziativa. L'imprenditore "attento" durante tutto questo percorso, può avvalersi di soggetti preparati ed esperti come le società di consulenza che attraverso la conoscenza delle leggi agevolative e del territorio possono essere "la mano tesa" per tutte quelle imprese che hanno voglia di crescere ed affermarsi in un mercato fortemente concorrenziale e in continuo cambiamento.