Ho disdetto un contratto di telefonia nel corso del primo anno, ero convinta che in base alla legge Bersani non dovessi pagare nulla, invece mi è stato richiesto di versare tutti i canoni dell'anno a scadere. Non è illegittimo?
La legge Bersani ha eliminato la durata minima di 12 mesi dei contratti stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive. Il contraente può recedere dal contratto, o trasferire le utenze presso altro operatore, senza vincoli temporali e senza spese non giustificate. Tuttavia l'articolo 1, comma 3 della norma recita: […] fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente comma i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni. Pertanto, se il contratto è stato stipulato prima dell'entrata in vigore della legge gli operatori hanno margini di discrezionalità. Stando al tenore della norma, hanno 60 giorni per adeguare i vecchi contratti alla legge, quindi, considerato che la Bersani è entrata in vigore lo scorso 2 febbraio, solo le disdette successive al 5 aprile dovrebbero seguire i principi di liberalità introdotti.
Ho ricevuto una lettera dalla RAI in cui mi si ordina di provvedere al pagamento del canone in una delle mie abitazioni dove però non ho televisori. Com'è possibile una simile richiesta? Vorrei, anzi, disdire il canone per l'apparecchio che ho nell'altro appartamento perché non mi piace guardare la tv, come posso fare?
Se non avete televisori ignorate tranquillamente qualunque lettera firmata RAI S.A.T., per quanto minacciosa, soprattutto se non si tratta di raccomandate. Capita che venga chiesto di versare il canone ai residenti che non risultano avere un abbonamento tv per il semplice fatto che si presume tutti abbiano almeno un apparecchio televisivo in casa. Prima di disdire il canone televisivo è bene accertarsi di aver pagato per intero il canone dell'anno in corso e di non avere altre pendenze con lo Sportello Abbonamenti Tv (S.A.T.). L'operazione di disdetta avviene attraverso il pagamento al S.A.T. di 5,16 euro con vaglia postale, specificando nella causale del versamento "per disdetta canone numero di ruolo...". Quindi bisogna staccare dal libretto la cartolina intitolata "denuncia di cessazione dell'abbonamento tv", compilarla e spedirla. Dopodiché, a norma di legge, il personale della Guardia di Finanza dovrebbe venire a sigillarvi il televisore, cioè racchiuderlo dentro un sacco adeguatamente suggellato. Nella realtà dei fatti ciò non accade e se anche venissero non potrebbero entrare in casa senza mandato. Non chiedete di sigillare i soli canali RAI: la S.A.T. considera nulla la richiesta! Sarebbe una cosa sensata visto che nessuno ha chiesto alla RAI di emanare le sue onde nelle nostre abitazioni, purtroppo però per la legge basta il solo possesso di un televisore, il canone infatti assurge ad una tassa di possesso per la semplice detenzione di apparecchi atti o adattabili a ricevere onde radio televisive.
p. Avv. Patrizia Cappiello




