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Attualità

Buste di plastica: conto alla rovescia per l'addio

di Redazione · febbraio 2009

Buste di plastica: conto alla rovescia per l'addio

Fra le tante disposizioni contenute nella Finanziaria 2007 è prevista una piccola norma: in questo 2009 in Italia ci sarà una rivoluzione nei nostri comportamenti quotidiani. Nell'articolo 1 comma 1129, 1130 e 1131 della Finanziaria si stabilisce, infatti, che è stato avviato un programma sperimentale di riduzione della commercializzazione di sacchi da asporto che non risultino biodegradabili e che non rispondano ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario.

I cosiddetti sacchi da asporto non in regola vengono consumati oggi per circa 250 mila tonnellate all'anno per un mercato di circa di 500 mila euro, facile immaginare che la disposizione cambierà e non di poco il quadro della produzione nazionale di shopper. Per questo, il programma di riduzione prevede un passaggio graduale dall'una all'altra produzione.

L'applicazione della Finanziaria comporterà una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, di conseguenza un rafforzamento della protezione ambientale, ma anche un contributo al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e di messa in regola rispetto alla diretta EN13432 della Comunità Europea. Basti pensare che il danno ecologico delle buste attuali è riassunto nei seguenti numeri: tempo di decomposizione di 400 anni, quasi 13.500 sacchetti per ogni km quadrato di superficie marina, il 90% dei rifiuti galleggianti negli oceani è costituito da plastica.

Tutti naturali i futuri sostituti alla plastica: basta mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole per produrre cento eco-shopper. La soluzione al problema è stata individuata quindi nell'utilizzo di prodotti agricoli biodegradabili realizzati tramite la coltivazione di 200 mila ettari di terreno a granoturco e girasole che andrebbero a ridurre l'attuale gap tra il costo di un sacchetto ecologico, circa 8 centesimi, e uno in plastica tradizionale, circa 5 centesimi. Fra i possibili materiali agricoli che potrebbero sostituire la plastica ci sarebbe anche il pomodoro, alimento simbolo dell'economia nazionale prodotto in 65 milioni di quintali l'anno: i polisaccaridi estratti dagli scarti dell'ortaggio una volta purificati potrebbero diventare eco-shopper. Questa migrazione porterà alla nascita di nuove filiere produttive, presumibilmente in vicinanza di zone di produzione agricola.

L'iniziativa è assai interessante, dal momento che in Italia si producono circa 200 mila tonnellate di shoppers di plastica all'anno, impiegando circa 430 mila tonnellate di petrolio, pari grosso modo al consumo di 160 mila automobili che percorrono 30 mila km all'anno! È uno stupido spreco di risorse non rinnovabili per produrre un oggetto dalla vita brevissima, che in genere dura solo il tempo del tragitto dal supermercato a casa.

In Penisola Sorrentina la direttiva italiana inizia la sua applicazione già dal prossimo 01 Maggio 2009. Il Sindaco di Piano di Sorrento dott. Giovanni Ruggiero con ordinanza n. 3 del 07/01/2009 dispone che tutti gli esercenti attività commerciali che operano nel territorio comunale, sia a posto fisso che itinerante, hanno divieto di fornire buste di plastica non biodegradabili, ma di utilizzare in alternativa sacchetti certificati biodegradabili. Sono previste delle pene che prevedono il pagamento di sanzioni per i trasgressori del suddetto obbligo che verranno trovati ancora a distribuire buste in polietilene.

A tal fine l'assessore all'Ecologia Francesco Gargiulo, intervistato da LeggimiGratis, ci ha illustrato il piano previsto per agevolare le attività commerciali nell'attuazione della prossima normativa. A breve verrà presentata la proposta di realizzare un Consorzio di commercianti per l'acquisto di grandi quantitativi di eco-shopper direttamente dai produttori internazionali. Risparmio effettivo è l'obiettivo di questa intraprendente iniziativa dell'assessore Gargiulo che tra qualche giorno verrà sottoposta all'approvazione degli interessati all'applicazione dell'ordinanza, ma che avrà risvolti pratici anche sui cittadini che di conseguenza potranno riutilizzare i sacchetti ecologici per la raccolta dei rifiuti organici domestici.

Tutti buoni motivi che ci hanno convinto a mandare in pensione le vecchie buste di plastica e a tornare ad usare le borse di tela o di juta come si faceva una volta in nome dell'ambiente e dell'ecologia.

Stefania Ricciardi