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Attualità

Datteri di mare? no grazie!

di Redazione · luglio 2009

Datteri di mare? no grazie!

Non comprate i datteri di mare. Se non vogliamo sprofondare nel mare non mangiamoci la costa.

Il dattero di mare è un mollusco bivalve con conchiglia molto caratteristica, di forma ovale e allungata, di colore marrone scuro. La superficie delle valve è lucida e presenta evidenti strie di accrescimento.

Tra i bivalvi, il dattero di mare è quello che cresce più lentamente: dopo 3 anni misura appena 1 cm, dopo 15-20 anni le sue dimensioni raggiungono i 5 cm. Vive scavando nicchie profonde dentro pietre e rocce del litorale, da cui il nome scientifico Lithophaga lithophaga.

I fori provocati dal dattero di mare nella roccia presentano un'apertura che ha un diametro inferiore a quello del bivalve, per cui per estrarre l'animale è necessario frantumare le rocce.

Il prelievo del dattero di mare comporta la distruzione delle scogliere in cui vive e la completa desertificazione dei fondali per decenni.

Le tecniche di immersione subacquea consentono oggi a chiunque di accedere ai banchi, senza difficoltà e senza limitazioni per tempo e profondità.

Per prelevare i datteri di mare vengono utilizzati piccozze, scalpelli, martelli pneumatici e persino piccole cariche esplosive, una vera catastrofe ambientale, uno dei più gravi fenomeni di erosione della biodiversità nel Mediterraneo paragonabile solo ai disastri ecologici causati dal naufragio delle petroliere.

LE CIFRE DEL DISASTRO - 15-25 kg: il prelievo giornaliero da parte di un datteraio "professionista"; - 500 kg: il prelievo giornaliero di datteri di mare lungo le coste della penisola sorrentina; - 70.000 mq: i fondali desertificati ogni anno lungo la penisola sorrentina; - 2 milioni di Euro: il giro di affari criminoso dei datterai nella sola penisola sorrentina in un anno.

COSA DICE LA LEGGE Il divieto di raccolta dei molluschi litofagi con l'impiego di martelli pneumatici o di altri attrezzi a percussione, stabilito dal regolamento del Consiglio della Comunità Europea n. 1626/94 del 27 giugno 1994, è esteso, in tutte le coste italiane, con divieto di pesca del dattero di mare (Lithophaga lithophaga) e del dattero bianco (Pholas dactylus) con qualsiasi attrezzo.

Il divieto di raccolta, detenzione e commercio del dattero di mare vige nel nostro Paese sin dal 1988. Più recentemente il decreto 16 ottobre 1998 ha prorogato questo divieto.

DIFENDI IL MARE E LA LEGALITA' Chi consuma datteri di mare si rende complice di un grave reato ambientale. Molto spesso il consumatore non si rende conto del prezzo pagato dall'ambiente per un sauté o per un piatto di linguine ai datteri di mare. Le stime scientifiche dicono che per un piatto di "linguine ai datteri", che contiene 15-20 individui, si distrugge una superficie di fondo marino pari a circa un metro quadrato e perché la stessa superficie si ricostituisca integralmente occorrono almeno 20 anni.

È necessario informare il maggior numero di persone e dissuaderle dal consumo di datteri di mare.

Inoltre, se verifichiamo la presenza di datterai in azione possiamo rivolgerci a una qualsiasi delle forze dell'ordine che agiscono in mare (Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Provinciale) per chiedere un intervento tempestivo segnalando il luogo esatto dell'operazione.

PENISOLA SORRENTINA L'Area Marina Protetta Punta Campanella, un consorzio di gestione di sei Comuni della Costiera (Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Positano, Sant'Agnello, Sorrento e Vico Equense), una delle prime aree marine volute dal Ministero dell'Ambiente nel lontano 1997, è da anni in prima linea nella lotta ai datterari. Alcuni anni fa proprio da Punta Campanella partì il progetto nazionale "Datteri di Mare? No grazie", una massiccia campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini e ai ristoratori per far comprendere i grossi danni creati al fondale marino da chi raccoglie i datteri e distrugge intere pareti rocciose. Successivamente, l'Area Marina Protetta Punta Campanella ha istituito un Osservatorio Ambiente e Legalità per istituzionalizzare i rapporti con le Forze dell'Ordine per il controllo del mare nel Parco Marino.

"Quella ai datterari è una battaglia che combattiamo da anni- sottolinea il direttore dell'Area Marina Protetta Punta Campanella Antonino Miccio- Il fenomeno è stato molto ridotto ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia, come dimostra la brillante operazione condotta dai Carabinieri qualche giorno fa. Per questo rivolgiamo un appello ai cittadini affinché evitino di mangiare i datteri e ci segnalino, attraverso il nostro numero verde 800325051, qualsiasi comportamento illecito nel mare della penisola".

CARABINIERI CONTINUA LA LOTTA AI DATTERARI Dal 24 al 29 Giugno 2009 è stata condotta una spettacolare operazione dal Nucleo Navale dei Carabinieri di Sorrento, agli ordini dal Capitano Dr. Massimo Antonio de Bari, a conclusione di un operazione tesa alla repressione della pesca illecita del "Dattero di mare". Gli uomini dell'Arma nelle prime ore del mattino a bordo della motovedetta 514N di stanza a Sorrento capitanata dal Maresciallo Aiutante Pierluigi Chiocca hanno intercettato e colto in flagranza di reato dieci pescatori responsabili di pesca di frodo del dattero di mare e di deturpamento di bellezze naturali. Nel corso dell'operazione determinante è stato l'ausilio fornito dai Carabinieri del Nucleo Subacquei di Napoli e del 7° Nucleo Elicotteri CC di Pontecagnano che hanno consentito di bloccare gli svariati tentativi di fuga dei pescatori di frodo a bordo di potenti natanti. Bloccate e sottoposte a sequestro le imbarcazioni del valore di 65mila euro oltre tutte le attrezzature subacque: bombole, respiratori, mute, martelli pesanti, picconi del valore stimato in 10mila euro e la refurtiva di circa 35 Kg. Di "Datteri di mare".

Stefania Ricciardi