La flotta peschereccia italiana è la prima, per consistenza numerica, tra quelle operanti nel Mediterraneo (14515 unità iscritte di cui 22 abilitate alla pesca oceanica, 128 alla pesca mediterranea, 2552 a quella costiera ravvicinata e 11813 abilitate alla pesca costiera locale), ha pertanto un evidente rilevanza strategica la pesca professionale marittima, sia dal punto di vista strettamente amministrativo – gestionale, che da quello tecnico – operativo: due ambiti strettamente connessi e caratterizzati da profonde, reciproche, interazioni nei quali si inserisce l'operato del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.
Sul piano delle attività di vigilanza e controllo sulla filiera della pesca, il Corpo delle Capitanerie di porto ha continuato ad esercitare il massimo sforzo possibile, sia in termini di impiego di uomini che di mezzi, al fine di garantire un costante monitoraggio di tutte le attività di pesca, o ad essa collegate, sia in mare, sia sulla terra ferma, mediante controlli mirati che riguardano tutta la filiera, dai punti di sbarco fino a punti di vendita e distribuzione al dettaglio.
In particolare, gli uomini e donne della Guardia Costiera verificano il rispetto delle normative nazionali ed Europee in materia di cattura, produzione, commercializzazione e consumo dei prodotti della pesca. L'attenzione dei militari è particolarmente indirizzata sui venditori ambulanti non autorizzati, sulla pesca illegale e alle frodi alimentari sul pescato: questo è stato il senso dei controlli mirati essenzialmente a bloccare l'importazione e la commercializzazione di prodotti ittici sprovvisti di documentazione sulla loro provenienza o commercializzati per prodotti tipici del mediterraneo quando di altra origine o come freschi mentre in realtà congelati.
"Un giro di vite contro le frodi è a tutela dei consumatori" dichiara il Capitano di Fregata Demetrio Antonio RAFFA, Capo del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia "necessario per interrompere commerci poco leciti, vere e proprie truffe nei confronti di chi cerca nei prodotti ittici acquistati qualità e caratteristiche garantite". Come per il passato anche quest'anno è stata data particolare attenzione alla tutela dei consumatori, denunciando commercianti senza scrupoli che, in sfregio a tutte le leggi sanitarie, effettuavano la vendita di prodotti sprovvisti di adeguata tracciabilità e dei relativi bollini sanitari.
L'attività della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia a tutela del patrimonio ambientale della Penisola Sorrentina nonché quella posta in essere a vigilanza dell'intera filiera dei prodotti ittici, dalla pesca in mare alla commercializzazione al dettaglio, si intensificherà nei prossimi giorni con particolari controlli volti alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie degli esercizi commerciali della grande distribuzione onde salvaguardare in ogni fase della commercializzazione la salute dei consumatori. I controlli della Guardia Costiera e della locale ASL NA 5, in questo senso, sono da sempre e saranno in ogni caso portati avanti da tutte le forze di polizia giudiziaria, per garantire un prodotto sicuro sulle tavole degli amanti dei prodotti ittici.
Illustrare le principali normative in vigore in materia di commercializzazione dei prodotti ittici a tutela della salute del consumatore finale, nonché le regole per una scelta consapevole all'acquisto di qualsiasi prodotto della pesca è l'iniziativa promossa dal Primo Maresciallo Np. Antonio TESAURO, Titolare dell'Ufficio Locale Marittimo di Piano di Sorrento e dalla Dott.ssa Rosanna BRUNO Dirigente dell'ASL NA 5 di Piano di Sorrento. Informazione e tracciabilità sono le parole chiave di questa iniziativa che consentono una scelta consapevole da parte del consumatore; pertanto prima di acquistare è sempre necessario verificare la presenza dell'etichettatura su ogni prodotto ittico esposto: una vera e propria carta d'identità del pesce. I rivenditori hanno l'obbligo di esporre un'apposita etichetta per ogni specie, come stabilito dal D.M. 27.03.2002: il nome commerciale del prodotto, il metodo di produzione (pescato in mare, in acque dolci od acquacoltura), la zona di cattura (ad esempio ZONA FAO = Mar Mediterraneo). In alcuni casi è possibile trovare, indicazioni ancora più dettagliate, per esempio il nome del centro di allevamento o la denominazione scientifica.
La vendita dei prodotti senza bollino sanitario comporta il pagamento di una sanzione di 1.000,00 euro (Reg. CEE 852); la mancanza di etichettatura, pure illecito amministrativo, comporta un ammenda fino a 1.000,00 euro (Reg. CEE 852). Il cattivo stato di conservazione è un illecito penale per cui è prevista un'ammenda fino a 10.000,00 euro.
COME RICONOSCERE A VISTA IL PESCE FRESCO? Per acquistare un prodotto fresco, è importante prestare attenzione ad alcune caratteristiche facilmente individuabile del pesce esposto sui banconi. Il suo odore deve essere tenue di mare, di alga. L'occhio deve essere convesso, sporgente, e brillante con pupilla nera brillante. Con il passar dei giorni vi è una lenta perdita di tensione interna per cui l'occhio diviene gradatamente concavo. La consistenza della carne deve essere soda ed elastica. Un pesce fresco ha i tessuti molto elastici e sodi e non rimane alcuna fossetta premendolo sul fianco con un dito. Se rimane l'impronta del dito conviene non comprarlo. Le branchie devono avere un colore vivo che può variare da rosso scuro a porpora; con il passare del tempo il colore si attenua fino a divenire color avorio.
I molluschi bivalvi devono essere venduti vivi e vitali. Le valve si devono dimostrare tenacemente chiuse ed apribili solo dopo averne tagliato i muscoli adduttori con un coltello. Se le valve sono socchiuse ad ogni minimo stimolo si devono richiudere all'istante dimostrando la vitalità dell'animale. Il liquido all'interno deve essere limpido e incolore e deve emanare odore gradevole di salmastro. Il corpo dell'animale, inoltre, deve essere ben aderente al "guscio". È consigliabile acquistare cozze e vongole confezionate nell'apposito sacchetto munito di bollo CEE che consente di identificare l'origine certa del prodotto, il centro di spedizione e di depurazione, la data di confezionamento e garantisce la sua sicurezza igienico-sanitaria.
ALCUNE REGOLE PER UNA SCELTA CONSAPEVOLE Tra le specie che più apprezzate, acquistate quelle che conoscete meglio. Informatevi circa l'area di provenienza del prodotto da acquistare. Preferite sempre il prodotto ittico fresco; chiedete da quanto tempo il pesce che intendete acquistare è stato pescato, considerate che molti sistemi di pesca non operano il sabato e domenica. Verificate quali operazioni di trattamento e conservazione ha subito il pesce; ad esempio se è stato eviscerato in mare la qualità è migliore, ma se è stato eviscerato a terra vi è il rischio che il pesce non sia fresco e pertanto gli sono stati tolti i visceri. Guardate occhio e branchie. Scegliete la taglia per ogni specie in funzione dei vostri gusti, ricordando che gli animali più grandi hanno sapori più marcati e carni più compatte. Per crostacei, molluschi bivalvi e gasteropodi, la migliore garanzia di freschezza è comprarli ancora vivi. Fate attenzione se i crostacei presentano delle chiazze scure vicino alla testa, significa che sono morti da alcuni giorni: la loro qualità non è delle migliori. Non acquistate frutti di mare, in particolare molluschi bivalvi senza confezioni con cartellino indicante il centro di spedizione e la data di confezionamento: vi è rischio che il prodotto senza indicazioni sia stato pescato in acque non salubri. Nel caso di prodotti offerti sul mercato a prezzi particolarmente bassi, mai osservati prima – certo approfittare della buona occasione fa parte delle regole di mercato – cercate di avere tutte le informazioni possibili sul prodotto che state acquistando. Magari si tratta semplicemente di una campagna promozionale per incoraggiare a comperare. Non è sola la taglia del pesce a garantire che si tratti di pesce pescato e/o allevato. La dicitura "pesce di mare" poco significa per sapere se il pesce è stato allevato o pescato. Comunque si tratta sempre di un pesce di mare. Un prodotto scongelato può essere venduto come tale solo se presenta la dicitura "scongelato" e si presenterà con perdita di squame, occhio opaco, membrana delle pinne non integra e con raggi ossei fratturati, perdita del tipico "odore di mare". I cefalopodi come seppie, calamari, totani presenteranno perdita del colore vivo della pelle e distacco della stessa, colio di un liquido opalescente ed un caratteristico odore ammoniacale che aumenta nel tempo.
Stefania Ricciardi




