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Attualità

Un ragazzo deve la sua libertà a Facebook

di Redazione · dicembre 2009

Un ragazzo deve la sua libertà a Facebook

Rodney Bradford era stato accusato di aver fatto una rapina in una casa. Ma lui e' riuscito ad allontanare tutte le accuse. Nel momento del furto, infatti, lui aveva aggiornato il suo status di Facebook con questa frase: "Dove sono i miei pancake?". Questo e' bastato a salvarlo dalle accuse, perche' lui in quel momento era a casa. In tribunale, i giudici hanno accettato questo alibi. Facebook, infatti, scrive ora e data esatta di ogni nostra mossa sul social network. Un testimone piuttosto affidabile secondo il giudice. E a meno che non fosse tutto combinato, con la complicità di qualche amico e parente, è un alibi che regge davanti al tribunale. "È la prima volta che un aggiornamento di Facebook viene considerarato un alibi. In futuro ci saranno sempre più casi simili, considerata la diffusione dei social network", queste le parole di un esperto di giurisprudenza online. Anche se altri esperti dubitano: "Chiunque fosse stato a conoscenza dello username e della password avrebbe potuto inserire quell'informazione".