21 tappe, 22 squadre, 198 corridori al via, oltre 3500 km di gara.
Questi i numeri del 93° giro d'Italia che prenderà il via da Amsterdam l'8 maggio e si concluderà il 30 all'arena di Verona.
Questa sarà la 9° partenza dall'estero per la corsa rosa. La prima risale al Giro del 1965 che partì dalla Repubblica di San Marino, mentre l'ultimo precedente coincide con il 2006 quando la gara si avviò dal Belgio. Quel Giro vide la Vittoria di Ivan Basso che, dopo la convincente prestazione dello scorso anno, si presenta ai blocchi di partenza, insieme al Campione del Mondo Evans, come uno dei favoriti per la vittoria finale. Da non sottovalutare comunque il kazaco Alexandre Vinokurov (di ritorno da una squalifica di due anni per doping) e lo spagnolo Carlos Sastre le cui quotazioni sono in rialzo vista anche l'assenza dei primi tre classificati dello scorso anno.
Cercheranno di portare in alto il tricolore Stefano Garzelli, Damiano Cunego, Michele Scarponi, Gilberto Simoni (al suo ultimo Giro d'Italia) e la giovane promessa Domenico Pozzovivo. Quello di quest'anno sarà un Giro molto impegnativo composto da 7 arrivi per velocisti, 4 cronometro e tanta montagna, come piace agli appassionati. Un Giro quanto mai esclusivo per gli scalatori che daranno battaglia infiammando le migliaia di tifosi sicuramente presenti sulle mitiche salite del Mortirolo, Gravia e Zoncolan. Da non perdere soprattutto la cronoscalata di Plan de Corones e la 20° tappa che va da Bormio a Toanle poiché risulteranno decisive per la vittoria finale. Meno decisiva dal punto di vista della classifica, ma non meno importante ai fini dello spettacolo la 9° tappa da Frosinone a Cava dei Tirreni che rappresenterà anche il passaggio più vicino a noi della Penisola Sorrentina dopo che, nell'arco delle ultime tre edizioni, per ben due volte la carovana rosa ha percorso le nostre strade facendoci vivere emozioni fino a quel momento provate solo attraverso immagini televisive.
Leggendo questo articolo molti di voi sicuramente si saranno chiesti il perché della partenza del Giro d'Italia proprio dalla capitale olandese. Diremo solo che lì le biciclette sono un milione e mezzo per 800 mila abitanti. Hanno precedenza assoluta su tutte le strade. Si cedono sui tetti e si pescano dai canali. Ad Amsterdam la bicicletta, più che un mezzo di trasporto, rappresenta uno stile di vita. Certo la nostra mentalità è ancora lontana da questa concezione, ma chissà che il passaggio del Giro d'Italia non riaccenda in noi una rinnovata passione per lo stare insieme, per una sensazione di libertà, per una sfida continua con noi stessi, per una vita sana e migliore. In altre parole per la bicicletta.
Giuseppe D'Alessio - Roberto Mastellone




