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Attualità

Facciamo fiesta, la spagna campione del mondo

di Redazione · luglio 2010

Facciamo fiesta, la spagna campione del mondo

In un'edizione della Coppa del Mondo tutt'altro che esaltante dal punto di vista tecnico e dello spettacolo, in cui probabilmente è risultato incisivo oltremisura anche l'utilizzo di un pallone leggero ed inadeguato come lo Jubilani, la Spagna del calcio iscrive per la prima volta nella sua storia il proprio nome nell'albo d'ro della competizione iridata. Ad ogni modo, il terreno di gioco probabilmente ha premiato la squadra meglio attrezzata e maggiormente ricca di talento della competizione e che del resto si è dimostrata almeno capace di giocare un calcio lineare e senza fronzoli, che è riuscita a prevalere su un'altra formazione europea quale l'Olanda, mai vincitrice di un titolo mondiale, ma che anzi per la terza volta nella sua storia viene sconfitta proprio nell'ultimo atto della competizione. Il tecnico delle Furie Rosse Vicente Del Bosque è apparso addirittura molto composto nel momento in cui la Coppa del Mondo FIFA è stata alzata al cielo dal capitano degli iberici Carles Puyol. Un atteggiamento strano quello del tecnico spagnolo anche per il fatto che la Spagna apre un ciclo importante, con la vittoria in soli due anni del titolo europeo e mondiale.

La Coppa del Mondo sudafricana per carità non ha esaltato molto, i limiti tecnici delle squadre sono stati in alcuni casi imbarazzanti, così come sconcertanti sono state le sviste arbitrali sempre più clamorose, mentre anche le scelte della FIFA e del suo comandante Joseph Blatter hanno fatto discutere e non poco. Il Mondiale ha esaltato in definitiva più che le sorprese che neanche per i nomi dei grandi campioni. Nella prima fase hanno brillato i sudamericani con la loro allegria ed il loro calcio anche spumeggiante, su tutti il Cile ed il Messico, seguiti dal Paraguay e dall'Uruguay, più pratico e sornione, che è riuscito a far meglio anche delle troppo reclamizzate Argentina e Brasile.

In fin dei conti, però, l'ha spuntata il calcio europeo, non proprio per merito dell'Italia e dell'Inghilterra, ma soprattutto grazie a chi ancora una volta ha avuto il coraggio di scommettere sui giovani come la Spagna e la Germania. Il lavoro del settore giovanile ha ripagato in maniera particolare soprattutto Del Bosque e Low, mentre anche l'Olanda giunta alla finalissima non si è rivelata irresistibile, quantomeno lontana parente sia della squadra che fu di Cruyff e Neeskens che quella che fu di Rensenbrink e Krol, che pure giunsero in finale ma con valori tecnici complessivi di gran lunga superiori.

Comunque, la Coppa del Mondo giocata in Sudafrica rispecchia pienamente il profilo del calcio moderno attuale, con molta tattica e fisicità dei suoi interpreti e poca fantasia e spettacolarizzazione del gioco. Anche se i più deboli si sono evoluti in maniera netta e tangibile, i più forti invece hanno visto inaridire le proprie tradizioni. L'Italia addirittura non ha superato il primo turno per la presunzione del proprio allenatore, invece l'Inghilterra, l'Argentina ed il Brasile non sono andate lontano, mortificate addirittura dai propri giustizieri di turno.

Facciamo Fiesta, allora, ed onore alla Spagna di Del Bosque che quantomeno ha avuto il coraggio di giocarsela a viso aperto con giovani validi e scegliendo un calcio offensivo ed ordinato, anche se in definitiva le Furie Rosse hanno subito nel corso di tutto il torneo soltanto due miseri gol.