Archiviata l'avvincente edizione africana della Coppa del Mondo, vinta meritatamente dalla Spagna, il mondo del calcio si rituffa a pieno ritmo nella nuova stagione calcistica alle porte. Tuttavia, al di là del fattore agonistico e competitivo imperante, l'attenzione dei tifosi e degli addetti ai lavoro si concentra sulla novità, evidentemente neanche troppo gradita, della Tessera del Tifoso, che il Ministero degli Interni sta introducendo con molta fatica negli ambienti del tifo e dello sport italiano. Una Tessera di formato A8, per intenderci non a caso di quella di un comune bancomat, che permetterà ai tifosi delle squadre di calcio di recarsi in trasferta a seguire le partite. Una forma restrittiva e di difficile applicazione, che con poche probabilità riuscirà ad arginare il fenomeno della violenza negli stadi. Oltretutto al Tessera fungerà da vera e propria carta di credito, con tanto di ricarica e spese di gestione relative. Un sistema in definitiva poco consono per fidelizzare la gente alla propria squadra del cuore e per riportarla serenamente allo stadio. In effetti a ben vedere la Tessera del Tifoso compra la fede di chi segue il calcio con esclusiva passione ed amore per il calcio. Specula in maniera evidente sulla vera essenza del calcio, cioè quella dei tifosi. Perché il calcio è della gente, lo è sempre stato, e senza la gente, il pubblico sugli spalti, il tifo il calcio non esisterebbe o quantomeno esisterebbe in forma minore. La Lazio l'ha già presentata la propria Tessera del Tifoso, l'ha chiamata Millenovecento, come l'anno di nascita del glorioso club biancoazzurro, ed è stata prodotta con le Poste Italiane spa, costa 25 euro, è dotata di microchip ed in pratica ha quasi gli stessi costi di gestione di un bancomat. Attraverso la fede calcistica si vuole fidelizzare il tifoso non verso il calcio o la propria squadra di calcio, ma comunque verso un circuito telematico e quindi commerciale. Ma in fin dei conti lo sapevate che la Tessera del Tifoso così come è stata varata dal Governo Berlusconi presenta addirittura tratti di incostituzionalità? Non l'ho scoperto di certo io per carità, ma lo ha suggerito alla carta stampata l'Avvocato Giovanni Adami di Udine, che è uno esperto dei delicati rapporti tra le istituzioni del calcio ed i tifosi. Lo ha rivelato in un'intervista sulle pagine di Liberal, il quotidiano dell'UDC, che in un servizio dettagliato del 22 luglio scorso definisce i punti di incongruenza tra la legislazione italiana e la Tessera del Tifoso. L'art. 8 della Legge 4 Aprile 2007 N° 41, che ha convertito il Decreto dell'8 Febbraio 2007 N°8 recante "misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche", obbliga i club di Serie A, B, Lega Pro e Dilettanti ad escludere qualsiasi tipo di facilitazione per i tifosi, pena una sanzione amministrativa del Prefetto con multa dai 50.000 ai 200.000 euro. Quindi il punto di incongruenza in questione: "È parimenti vietato alle società sportive corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate". Un divieto che riguarda anche le cosiddette associazioni di fatto, disciplinate dal codice civile, nelle quali si fanno rientrare anche i possessori della Tessera del Tifoso che, per il peculiare elitarismo voluto dal Ministro dell'Interno Maroni, sono facilitati da offerte commerciali e proposte logistiche atipiche: esclusività per l'acquisto di abbonamenti stagionali e biglietti in trasferta per i settori ospiti. Esclusività per i biglietti in casa nelle gare giudicate a rischio dal CASMS. Accesso dedicato allo stadio con varchi prioritari (ancora da costruire). Agevolazioni per l'acquisto di merchandising e pacchetti finanziari (per i supporter della Fiorentina anche prestiti di denaro e mutui viola!) In parole povere, benefit per una cerchia di tifosi ufficiali, per i quali l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive spinge le società a favorire "la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici". Cioè quanto vietato dalla legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel 2007, dopo la morte dell'ispettore Filippo Raciti a Catania nel 2007. Stesse prescrizioni nel Titolo I delle norme di comportamento previste dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, al primo comma dell'art. 12 ("Prevenzione di fatti violenti"): "Alle società è fatto divieto di contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione e al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri sostenitori". Cos'altro sarebbe la Tessera del Tifoso se non uno strumento per contribuire con altre utilità alla costituzione e al mantenimento di gruppi di tifosi? Cos'altro intendono i marketing manager per "community da fidelizzare" con la fidelity card? Regolamento sportivo e legge parlano chiaro: i titolari delle nuove carte non aderiscono ad un'associazione legalmente riconosciuta con finalità di divulgazione dei valori della Carta Olimpica e non hanno nemmeno l'obiettivo di gemellaggi con altri tifosi (art. 8, L. 41/07). "Nella fretta di varare la tessera del tifoso – sostiene l'Avv. Lorenzo Contucci, esperto di cause per reati da stadio - ci si è dimenticati di coordinare le norme. Forse non sarebbe stato possibile, visto che la tessera non ha fondamento normativo ma si basa su una circolare amministrativa. In realtà i Prefetti dovrebbero contravvenzionare le società che, con la tessera, costituiscono la categoria dei tifosi ufficiali senza formare prima un'associazione legalmente riconosciuta. Potrebbe configurarsi l'omissione di atti di ufficio. Agevolazioni come per l'abbonamento sono una violazione di legge". "Già il decreto del 1995 postumo l'omicidio Spagnolo vieta legami tra società e tifosi – ribatte Giovanni Adami, legale di molti sostenitori di curva – La tessera è una facilitazione che va contro questo principio. Oltre che in sede penale e amministrativa, si può pensare ad un esposto alla Procura Federale della FIGC." La Tessera del Tifoso dunque parte con il piede decisamente sbagliato, macchiandosi addirittura di incostituzionalità ed oltretutto vedere diminuire sensibilmente il numero degli abbonamenti annuali addirittura tra le più blasonate squadre della Serie A. Ma il Governo italiano, nonostante tutto, non cambia rotta ed è in dirittura d'arrivo per concretizzare una delle scelte più impopolari e rischiose della storia civile recente.
La Tessera del Tifoso è già oggetto di discussioni
di Redazione · agosto 2010

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