CON la crescita della domanda di mezzi di trasporto ecologici, che possono arrivare ovunque senza restrizioni, è aumentato notevolmente l'interesse verso le bici a pedalata assistita. Parliamo di bici dotate di un motore che "assiste" la pedalata da parte del ciclista, ma non si sostituisce mai alla stessa. Le biciclette a pedalata assistita, infatti, sono dotate di un motore elettrico ausiliario, la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h, o prima se il ciclista smette di pedalare. I vantaggi sono quelli di una bici convenzionale, con riduzione di tempo, costi, stress (rispetto all'auto) e allo stesso tempo attività fisica in quanto è indispensabile pedalare, ma con uno sforzo muscolare minore. Le bici a pedalata assistita rappresentano quindi la scelta ideale per coloro che vogliono utilizzare la bici per gli spostamenti, in alternativa all'auto, ma devono percorrere lunghe distanze, o per chi non riesce a sostenere a lungo la fatica. Il motore elettrico è alimentato da una batteria, che si ricarica con l'elettricità di casa. Diverse sono le tipologie di batterie utilizzate: al piombo, nichel, litio. La differenza sta nel peso, nell'autonomia e nella durata delle stesse (quelle al piombo sono le più pesanti, quelle al litio le più leggere). I modelli più evoluti sono inoltre dotati di un computer, che consente la visualizzazione di varie informazioni, e in alcuni casi è possibile anche scegliere la potenza in assistenza. Le bici a pedalata assistita sono equiparate dal Codice della Strada alle bici convenzionali. Pertanto, a differenza dei motocicli, non richiedono l'uso del casco, assicurazione, bollo e targa.
La bici a pedalata assistita
di Redazione · settembre 2010

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