Ormai purtroppo con rassegnazione potremmo dire che non ci sono più limiti agli scandali che si verificano nel mondo del calcio. Per cui il sistema non si scompone neanche più di tanto se il rotocalco di Rai Tre Report, che può vantare ancora firme di giornalisti che si battono per l'etica di questo mestiere e per la verità in senso assoluto, mette a nudo che il Napoli nel 2001 retrocesse dalla Serie A per una combine relativa ad un'altra partita del campionato acclarata a tutti gli effetti. Infatti, successe che gli azzurri dell'allora Presidente Giorgio Corbelli, che gestiva la società tra tante difficoltà peraltro con l'aiuto di Corrado Ferlaino, retrocessero perché nelle ultime battute del campionato il Verona vinse sorprendentemente a Parma contro i titolati ducali con il punteggio di 2-1. Un risultato che sembrò strano un po' a tutti in effetti, ma non per chi inquisiva su Calciopoli. Semplicemente bastava ricondurre tutti gli elementi a disposizione al fatto che Callisto Tanzi, patron del Parma e colui che in sostanza ha mandato volontariamente in frantumi il patrimonio della Parmalat, deteneva la proprietà sia del club emiliano che del Verona. Sulla carta proprietario del club scaligero risultava Giambattista Pastorello, uomo di fiducia del buon Callisto (era stato anche direttore sportivo dei parmigiani), che scambiava con il Parma calciatori, prestiti e per così dire rapporti di buon vicinato.
In effetti la stessa partita del Tardini lasciò qualche dubbio anche agli inviati della Gazzetta dello Sport già negli attimi successivi al match stesso. Il Verona beneficiò di un rigore trasformato poi da Massimo Oddo, attuale milanista, dopo un fallo clamoroso di Antonio Benarrivo. Quindi, il Parma pareggiò con il brasiliano Marcio Amoroso, ma a cinque minuti dalla fine Cossato su cross di Gonnella battè imparabilmente Buffon. Era il Parma dei Campioni del Mondo il francese Lilian Thuram, gli italiani Fabio Cannavaro e Pierluigi Buffon e dell'argentino Nestor Sensini e del camerunense Patrick Mboma. Ma il Verona di Attilio Perotti quel giorno risultò irresistibile e più forte.
Si gridò in quei giorni di giugno alle solite dicerie e alla malafede dei tifosi che seguono il calcio, invece le indagini hanno impietosamente confermato che Callisto Tanzi controllò personalmente il Verona dal 1998 al 2004, peraltro con i fondi distratti impropriamente alla Parmalat ed ai suoi risparmiatori. Si tratta ovviamente di amara consolazione. A distanza di 9 anni tutto quello che è stato rivelato da Report sarà inutile per il Napoli e per chi crede nel calcio. Oltretutto quella retrocessione rocambolesca fece ripiombare non soltanto il Napoli in Serie B, ma lo trascinò di conseguenza anche ad un irrimediabile fallimento. Una vicenda che alimenta tristezze economiche irreparabili, oggi c'è ancora chi paga per le pesanti conseguenze del crack della Parmalat, ed assolutamente sminuisce ancora di più di quel briciolo di credibilità di cui ancora vanta il mondo del calcio. Del resto in un paese che si regge su ogni forma di corruzione, in certi casi neanche troppo celata, anche il mondo del calcio vive un degrado morale in cui difficilmente potremmo assistere ad un'inversione di rotta.




