L'isola che non c'è esiste. Appare all'orizzonte, nelle acque del lago Titicaca (www.titicacaalmundo.com), al confine tra la Bolivia e Perù (www.go2peru.com) e poi scompare. Reale, l'isola è reale, si può visitare, conoscerne gli abitanti, ma il giorno dopo potrebbe non essere più lì. È il "prodigio" dell'arcipelago galleggiante, costruito dalle popolazioni Uros con fascine di totora (un tipo di canna che cresce nella zona) per proteggersi dai nemici, tra cui i bellicosi Incas, nell'epoca precolombiana. In caso di pericolo, gli abitanti possono sollevare la pesante ancora che assicura l'isola al fondo del lago e spostarsi con dei lunghi remi in un posto più sicuro. Sono circa 20 le isole galleggianti e si trovano cinque chilometri a Ovest del vivace porto peruviano di Puno (www.peru.info/it/dove-vuoi-andare/puno-664-3.20-5-1317-ci4, 20 minuti di navigazione). Da qui molte agenzie di viaggio organizzano visite all'arcipelago, tanto che il turismo è diventato la principale fonte di reddito degli Uros e ci sono casi di isole, di fatto disabitate, dove gli antichi abitanti si recano dalla mattina alla sera per accogliere i visitatori. Le isole principali sono Tupiri, Santa Maria, Tribuna, Toranipata, Chumi, Paraíso, Kapi, Titino, Tinajero e Negrone che sono abitate da una decina di famiglie e mantengono la tradizione della tessitura, della pesca artigianale (soprattutto del carachi e del persico) e della caccia di uccelli selvatici.
Tra Bolivia e Perù, l'isola che non c'è
di Redazione · gennaio 2011

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