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Attualità

Le 5 fasi per superare la fine di una storia (prima parte)

di Redazione · gennaio 2011

Le 5 fasi per superare la fine di una storia (prima parte)

LA SOFFERENZA Piango continuamente "Il mio partner mi ha lasciata due settimane fa, e ho l'impressione che la separazione diventi sempre più difficile da sopportare. Non pensavo di poter sentire a tal punto l'assenza fisica di una persona: ho un nodo alla gola, piango in continuazione e ho veramente l'impressione di aver perso una parte di me. Pensavo che il passare del tempo avrebbe reso le cose più facili, ma mi rendo conto che più passano i giorni, più mi manca." Non riesco a smetter di pensare a lui "Torno con la mente agli ultimi momenti della nostra storia, a quello che mi ha detto quando mi ha lasciata, e ho l'impressione che qualcosa non torni, che la situazione non sia logica. Non siamo fatti per stare lontani, sono sicura che anche lui soffre. Mi addormento pensando a lui, mi sveglio pensando a lui e le mie giornate sono scandite dall'attesa di un SMS, di una telefonata, di una mail..." PERCHÉ È NORMALE? Quando si ama, ci si lascia possedere dall'altro: si condivide ogni cosa, e il partner occupa ogni nostro pensiero. Quando l'altro se ne va, il vuoto che si lascia alle spalle è enorme e se ne sente la mancanza fisica. La reazione naturale è di rendere l'altro ancora più presente pensando a lui in continuazione. È un modo per proteggersi, per trattenere una parte di lui dentro di noi, per evitare l'amputazione. Questa sofferenza, è naturale e legittima: bisogna accettarla e sapere che è un passaggio obbligatorio. COME VIVERLA MEGLIO Parlarne In questo periodo è indispensabile essere circondata da persone amiche, e riuscire a parlare agli altri della propria sofferenza. Confidati con i tuoi amici, possono darti un parere obiettivo sulla tua storia e evitare che ti crei un mito sul passato, nel quale l'altro era perfetto. Ti aiutano a ritrovare il tuo posto nella realtà. Esteriorizzare la propria sofferenza Bruciare le lettere, cancellare i messaggi, strappare le foto. Perché no, se questo aiuta ad attenuare il dolore. Abbiamo il diritto di soffrire e dimostrarlo: piangere permette di esprimere l'immensità della propria sofferenza, di vuotarsi e di liberarsi.

LA PAURA E IL CAOS Tutti i miei progetti svaniscono "Finalmente avevo trovato quello giusto. Non sopporto la sensazione di fare marcia indietro tornando a far parte dei single. Non solo devo rinunciare alla nostra storia, ma anche alle vacanze che stavamo progettando, all'appartamento che sognavamo e addirittura ai bambini che immaginavamo." Non ho voglia di ricominciare daccapo "Le mie amiche mi dicono che potrò tornare ad apprezzare le gioie dell'essere single. Ma io non ne ho voglia, non ho la forza di ricominciare una storia dall'inizio. Ho paura di non riuscirci, di aver perso l'unica vera storia della mia vita." PERCHÉ È NORMALE? Ci innamoriamo quando abbiamo voglia di essere qualcun altro in un'altra vita. In altre parole, non ci si innamora solo di una persona, ma anche di un'occasione. L'occasione di diventare moglie, madre, o semplicemente diversa da quello che si è. Quando la storia finisce si obbligati a tornare alla dura identità di prima, quella che si credeva di aver abbandonato. E tutto è crollato. COME VIVERLA MEGLIO? Continuiamo a crederci Soprattutto, vietato rinunciare ai propri progetti e diventare snob e acida. Altri uomini te li riproporranno, e ti rendi sicuramente conto che non ci sarà un solo uomo nella tua vita ma vari. Si trovano delle cose da fare Bisogna approfittare di questo periodo vuoto per impegnarsi al 100% in qualcosa. È il momento di impegnarsi nel proprio lavoro o i propri hobby, visto che abbiamo più tempo a disposizione. Due piccioni con una fava: non solo ci si cambiano le idee, ma, in più, si impara anche a non annoiarsi quando si vive da sole.

I BILANCI Continuo a rimettermi in discussione "La nostra storia è stata caotica, ed è stato lui a lasciarmi perché non si sentiva pronto a impegnarsi, perché si faceva delle domande su di noi e sul mio amore che, secondo lui, era soffocante. Mi sono spessa rimessa in discussione, visto che ho constatato che le mie storie d'amore finiscono spesso nello stesso modo." Cerco di trovare delle risposte "Sono io che scelgo sempre gli uomini più indipendenti? Mi aspetto troppo dal mio partner? Non ho ancora le risposte, ma il fatto di pormi queste domande mi ha aiutata a superare lo stadio della collera, e spero che, se trovo le risposte, non rifarò più gli stessi errori." PERCHÉ È NORMALE? Al momento della separazione, l'altro ci dice delle cose su di noi. È importante confrontare questi elementi con la realtà. In questo risiede l'interesse di una rottura; fare sì che una sofferenza d'amore finisca bene... Spesso esiste un copione che tende a ripetersi nelle propri relazioni. Spesso, si tratta di uno schema infantile che ripetiamo: se, da bambine, abbiamo fatto fatica ad attirare l'attenzione dei genitori, tenderemo ad innamorarci di uomini distanti. È un modo per non impegnarsi in una relazione troppo passionale, per paura di soffrire quando finirà. COME VIVERLA MEGLIO? Basta autoflagellarsi Rimettersi in discussione va bene, ma attenzione a non sentirsi troppo in colpa. Bisogna farsi delle domande, ma non sempre dare ragione all'altro. Esistono persone che hanno molta paura dell'amore e di impegnarsi. In questo caso, tutta la buona volontà e l'amore del mondo non bastano a sostenere la coppia. A volte, bisogna dirsi che non dipende da noi, punto e basta. Bisogna riuscire ad accettare che esistono motivi che non possiamo capire e/o controllare. Facciamo delle liste Il modo migliore di capire che non siamo le sole responsabili del fallimento della relazione, è di mettere tutto per iscritto. Scrivi una lista di tutto quello che non andava bene, nella coppia. Fai una colonna "quello che avrei potuto cambiare" e un'altra "quello che non dipende da me". In questo modo risulterà evidente che non sei l'unica responsabile del disastro!