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Attualità

Cibo, quando è buono anche dopo la scadenza

di Redazione · febbraio 2011

Il cibo scaduto è sempre da buttare? L'interrogativo non è sbagliato perché dall'equivoco sulla scadenza nascono una buona parte dei nostri sprechi alimentari che ormai toccano livelli impressionanti: circa il 20 per cento della spesa degli italiani finisce nella spazzatura. Così, con molta naturalezza, appena vediamo raggiunta la data di scadenza di uno yogurt infiliamo il vasetto nel cestino. Un errore e uno spreco. In realtà il sistema delle scadenze dei prodotti alimentari, una normativa di fonte europea, come molte norme scritte dai nostri cervelloni super burocrati di Bruxelles non è semplice e trasparente.

Pochi sanno che esiste una differenza di fondo tra due tipi di scadenza: una perentoria, 'da consumarsi entro', riservata al cibo fresco, e l'altra, 'da consumarsi preferibilmente entro' che invece indica solo un termine minimo di conservazione. Il rebus, tradotto nei fatti, significa che i cibi per i quali la scadenza è 'preferibilmente entro' non diventano pericolosi a quella data, ma semplicemente perdono alcune proprietà organolettiche. Si tratta, insomma, di un'indicazione di qualità, non di sicurezza.

La cosa paradossale è che mentre i consumatori sono informati poco e male, le aziende conoscono molto bene i meccanismi e le regole della sicurezza alimentare.