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Attualità

I bambini insegnano ai genitori ad usare i tablet

di Redazione · giugno 2013

I bambini insegnano ai genitori ad usare i tablet

Un'indagine condotta per conto di John Lewis e Microsoft ha scoperto, infatti, che avere in casa un "nativo digitale" si rivela una preziosa risorsa per i genitori alle prese con i nuovi dispositivi tecnologici. E se si hanno dubbi su come navigare in Rete, utilizzare un nuovo smartphone o installare applicazioni o nuovi software alla fine il 67% dei genitori ricorre all'aiuto dei propri figli.

In particolare, dei mille genitori coinvolti nello studio, il 28% di essi preferisce chiedere aiuto ai pargoli invece che ad amici o colleghi (che forse ne sanno quanto loro): nella maggioranza dei casi si chiede aiuto ai piccoli quando si trova a dover installare sul tablet o sul telefonino nuovi prodotti o servizi, quando acquista un nuovo smartphone e deve raccapezzarsi sulle modalità di utilizzo, quando deve navigare in Rete e quando deve usufruire di servizi di entertainment e quando si trova a dover usare i social network o ad aprire un profilo.

Il vantaggio di questa interessante inversione di ruoli è chiaro. I genitori, individui adulti che rischiano di restare indietro e di non tenere il passo con le continue innovazioni tecnologiche, fanno uno sforzo di apprendimento e di cambiamento notevole e questo grazie alla presenza in casa di bambini che sembrano avere scritta nel loro patrimonio genetico una predisposizione naturale all'utilizzo di strumenti tecnologici e digitali. E inoltre risparmiano tempo ed energia ricorrendo alla collaborazione dei bambini.

Per i bambini questa collaborazione si rivela fruttuosa perché possono sentirsi utili, responsabilizzati e padroni in un campo nel quale sono nettamente superiori.

Il 1980 è la linea di demarcazione anagrafica che separerebbe i "Nativi digitali", cioè chi è cresciuto con le tecnologie digitali, come computer, internet, telefoni cellulari e Mp3, da quelli che vi si sono dovuti convertire i "Non nativi digitali". All'interno dei "non nativi digitali" ci sarebbero, poi, gli "ibridi" e i «tardivi digitali». I primi sarebbero quelli abbastanza vecchi da aver frequentato il mondo «di prima», ma anche abbastanza giovani da essersi subito adeguati al mondo «di dopo», avendo, quindi, gli strumenti per capire e discutere l'esplosiva crescita di internet. Un altro fenomeno nuovo è, invece, la categoria dei «tardivi digitali» che negli ultimi tempi si sono riversati in rete attratti da Facebook, il cui straripante successo è dovuto alla facilità con cui vi si può accedere, anche se non si conoscono i meccanismi della rete, per cercarvi, e trovarvi, contenuti familiari e rassicuranti.