Alluminio. È questa la parola "magica" di cui sono costituite la scocca e le sospensioni e che ha aiutato la nuova Range Rover Sport a togliersi di dosso la bellezza di 420 kg (valore medio, variabile in base all'allestimento e alle motorizzazioni). Quasi mezza tonnellata, o se preferite cinque persone da 84 kg ciascuna in meno, per un importante 24% di efficienza in più.
Molle, ammortizzatori e barre antirollio più rigidi, cui si abbina l'Active Roll Control, che attraverso 500 controlli al secondo sulla dinamica del veicolo è in grado di ridurre al minimo i coricamenti laterali in curva. Completamente nuovo è anche lo sterzo, non solo nella parte software (la taratura è variabile in base alla velocità e al programma di guida selezionato), ma anche nell'hardware: il rapporto di demoltiplicazione è stato ridotto rispetto alla vecchia generazione del modello e, ovviamente, rispetto alla Range Rover. Il vero alleato dello sterzo si chiama però Torque Vectoring by Braking (TVB). Soluzione non nuova, ma inedita per la Casa inglese. In sostanza, grazie a interventi mirati sui freni delle ruote interne, aiuta l'auto a girare con più prontezza: la risultante dell'azione di frenata è infatti una superiore quantità di coppia inviata alle ruote esterne. Il Torque Vectoring by Braking lavora in tandem con l'ESP ed effettivamente, nei cambi di direzione, conferisce un'agilità insospettabile, che nelle mani dei più esperti si può tradurre addirittura in appaganti sovrasterzi di potenza. Immancabili, infine, i dispositivi di ausilio alla guida: si va dal riconoscimento della segnaletica stradale (che viene replicata nello schermo digitale da 12,3 pollici che funge da strumentazione) alle telecamere per l'angolo cieco; dal sistema che evita invasioni involontarie di corsia all'head-up display (proiezione della strumentazione sul parabrezza), fino al cruise control adattivo che comanda acceleratore e freno anche in caso di coda.




