L'acqua, a prescindere dalla sua origine, contiene corpi estranei come granelli di sabbia, scaglie di ruggine ed altre impurità solide che, trasportate nelle tubazioni dell'acquedotto, penetrano all'interno degli impianti domestici e possono danneggiare apparecchiature, tubazioni, valvole e rubinetti, bloccare automatismi ed innescare fenomeni di corrosione. La filtrazione dell'acqua è prescritta dalla normativa UNI-CTI n. 8065 e dal Decreto del Ministero della Salute n. 443 del 21/12/1990.
In pratica, i corpi solidi trasportati in un circuito idraulico, provocano con il loro sfregamento l'usura delle componenti e, depositandosi sotto le incrostazioni calcaree, innescano fenomeni di elettrolisi provocando la cosiddetta corrosione sotto deposito, responsabile della bucatura delle tubazioni. Per evitare tali problemi è possibile installare, in ingresso all'impianto domestico, un filtro dissabbiatore. I filtri utilizzati sono generalmente filtri a calza lavabile o autopulenti con capacità filtrante non inferiore ai 50 micron, ad evitare che possano trattenere sostanze organiche (vedi tabella) in grado di generare prolificazioni batteriche.
Fondamentale è la pulizia dell'elemento filtrante. L'utilizzo di filtri automatici o semiautomatici, agevola la pulizia e la rimozione dei solidi trattenuti senza smontare l'elemento filtrante che comunque è consigliabile disinfettare e sostituire periodicamente almeno ogni 6 mesi. Alcuni filtri più avanzati tecnologicamente contengono nella camera di filtrazione un elemento argentato che crea un ambiente batteriostatico inibendo la prolificazione batterica.
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