Il Rischio Paese rappresenta una forte volatilità del mercato finanziario, cioè notevoli variazioni delle quotazioni in termini di valuta (moneta), di borsa azionaria, di titoli di stato (debito pubblico) e/o possibile insolvenza (mancanza di liquidità) con rischio capitale, di conseguenza, non poter onorare obblighi assunti nei confronti di operatori di terzi, operatori finanziari e industriali globali (esteri). Questo rischio dipende da vari fattori importanti 1. Politica – 2. Economia – 3. Fattori sociali.
Conseguenze: Mancanza di credibilità, inaffidabilità, crescita dell'inflazione, forte aumento dei tassi di interesse (attivi e passivi), impoverimento del popolo, forte aumento della disoccupazione. In termini tecnici e psicologici: humor e sentiment negativo (paura del domani, confusione, ansia da parte del popolo).
Quando capita tutto ciò? Quando le richieste del popolo e la relativa politica non è in grado di gestire e organizzare al meglio il bene comune e, di conseguenza, crea instabilità economica portando a peggiorare i fattori sociali. Se si arriva all'insolvenza, la nazione interessata è, per molto tempo, parzialmente isolata dai mercati internazionali e dagli aiuti economici da parte di paesi terzi. Solo con grandi sacrifici e notevole attività politico/economica il paese interessato dovrà dimostrare nuova affidabilità, grande credibilità futura in modo da ridurre il rischio paese.
Negli ultimi 70 anni abbiamo avuto moltissimi paesi a rischio elevatissimo e/o insolvenza: Germania (1932-48); Albania-Ungheria (1990); Croazia (1993-96); Islanda (2008); Grecia (2012/13, forte aiuto estero); Polonia (1981); Russia (1998); Spagna (1936/39); Argentina (2002/05); Brasile (1990); Cile (1983); Messico (1982); Venezuela (2004); Turchia (1982)… per non elencare i paesi del continente Africa.
Analizziamo cosa è il Rischio Emittente: è legato all'affidabilità e alla capacità di rimborsare il capitale e/o gli interessi avuti in prestito. È evidente che il rischio elevato è direttamente proporzionale ad interessi più alti per giustificare e rendere più invitante l'investimento. Sono centinaia di migliaia le società ad altissimo rischio e/o a default (fallimento) nel mondo. Tra cui molte Banche e Assicurazioni.
A tutela del rischio (Paese e Emittente) nascono le società di "rating" cioè agenzie di valutazione riguardante la solidità e la solvibilità, un metodo utilizzato per dare maggiori garanzie. Standard e Poor's, Mody's, Fitch sono societa' private americane (Banche di Investimenti) riconosciute come società di rating non esenti da conflitti di interesse.
In un mercato Globale con i rischi sopra elencati come comportarsi? Come trovare tranquillità e serenità nei confronti di tale marcato finanziario? La parola chiave è: Diversificazione, cioè investire tramite ottimi gestori nei Paesi economicamente "forti" e più tranquilli cercando, inoltre, di non avere un rischio emittente e quindi scegliere le migliori società di vari settori (industiali, finanziari, chimici, farmaceutici ecc., ecc.).
Tale tipo di gestione dinamica è continuamente monitorata da esperti attraverso notizie politico/finanziarie in tempo reale per avere un costante controllo del rischio. Inutile sottolineare che, come in tutti i campi, bisogna scegliere società di gestione valide professionalmente e riconosciute con una storia a lungo termine positiva.
Quindi: 1. Diversificazione 2. Qualità di gestione dinamica 3. Orizzonte temporale non a breve termine. Queste le caratteristiche per ridurre notevolmente il Rischio Paese e il Rischio Emittente.
Massimo Fienga / Senior Partner Referente / Agenzia Piano di Sorrento Azimut Consulenza Sim Spa




