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Previsioni meteorologiche: perché spesso risultano errate?

di Redazione · maggio 2004

Previsioni meteorologiche: perché spesso risultano errate?

OGNI mattina milioni di noi accendono la radio o la televisione per sentire le previsioni del tempo. Se il cielo è nuvoloso, pioverà? Se il cielo è sereno, durerà? La temperatura salirà? In base alle previsioni, decidiamo cosa indossare e se prendere l'ombrello o no.

Di tanto in tanto, però, le previsioni meteorologiche si rivelano clamorosamente sbagliate. Sì, anche se negli ultimi anni le previsioni sono diventate molto più accurate, prevedere che tempo farà è un'affascinante combinazione di arte e scienza tutt'altro che infallibile. Su cosa si basano le previsioni meteorologiche?

Attualmente il modello globale usato dal Servizio Meteorologico britannico usa una griglia di punti in cui la distanza tra un nodo e l'altro è di circa 80 chilometri. La porzione di atmosfera sopra ogni riquadro della griglia è detta "box", e vengono registrati i dati relativi a vento, pressione, temperatura e umidità dell'aria a 20 diversi livelli di altitudine. Il computer analizza i dati ricevuti dagli osservatori meteorologici sparsi in tutto il mondo - ce ne sono più di 3.500 - e poi calcola come si evolverà il tempo nel mondo nei successivi 15 minuti. Dopodiché ripete rapidamente il procedimento ed elabora una previsione per i 15 minuti successivi. Ripetendo molte volte questo processo, in un quarto d'ora un computer può prevedere che tempo farà nel mondo nei prossimi sei giorni!

Prevedere che tempo farà, tuttavia, non è solo scienza pura, è necessaria anche una certa dose di arte, ed è qui che entra in gioco il meteorologo. Egli si avvale della sua esperienza e del buon senso per determinare quale valore attribuire ai dati che riceve. Questo gli permette di fare previsioni più accurate.

Ad esempio, quando l'aria raffreddata dal Mare del Nord si sposta sopra l'Europa continentale, spesso si forma un sottile strato di nubi. Se queste nubi porteranno pioggia sull'Europa continentale il giorno dopo o evaporeranno al calore del sole dipende da una differenza di temperatura di pochi decimi di grado. Grazie ai dati in suo possesso e all'esperienza accumulata in situazioni analoghe, il meteorologo può dare informazioni valide. Fare previsioni accurate è dunque sia un'arte che una scienza. Ma, quanto sono attendibili?

Attualmente le stime del Centro Europeo di Previsione del Tempo a Medio Termine sul periodo di cinque giorni raggiungono un'accuratezza dell'80 per cento: sono più attendibili di quanto lo fossero le previsioni sul periodo di due giorni nei primi anni '70. Un risultato notevole ma tutt'altro che perfetto. Perché le previsioni non sono più accurate?

Per il semplice motivo che i sistemi meteorologici sono enormemente complessi. E non è possibile adottare tutti gli accorgimenti necessari per fare previsioni infallibili. Ampie aree oceaniche non hanno boe che trasmettano via satellite i dati meteorologici alle stazioni sulla terraferma. Raramente i nodi delle griglie del modello meteorologico corrispondono esattamente alla località degli osservatori meteorologici. Inoltre, gli scienziati non conoscono ancora a fondo tutte le forze della natura che determinano il tempo atmosferico.

Ad ogni modo l'accuratezza delle previsioni meteorologiche migliora di continuo. Ad esempio, fino a poco tempo fa le previsioni del tempo dipendevano principalmente dalle osservazioni fatte sull'atmosfera. Ma dato che il 71 per cento della superficie terrestre è coperto dagli oceani, oggi i ricercatori studiano il modo in cui l'energia viene accumulata nell'oceano e trasferita all'atmosfera. Attraverso un sistema di boe, il Global Ocean Observing System rileva se in una regione si verificano lievi aumenti della temperatura dell'acqua che potrebbero avere conseguenze enormi sul tempo che farà in luoghi molto distanti.

A tutt'oggi si conosce relativamente poco dei fattori che condizionano il clima. Nonostante ciò, le odierne previsioni meteorologiche sono abbastanza accurate da poter essere prese sul serio. In altre parole, la prossima volta che il meteorologo dice che pioverà, sarà meglio prendere l'ombrello!

di Erminio Ricciardi