Abito da diversi anni in un parco condominiale della penisola sorrentina, inizialmente mi capitava di rado notare qualche cane nelle vicinanze, tant'è che mai mi sono preoccupata per i bambini che giocavano nel parco. Ultimamente ho temuto per la mia stessa incolumità perché mi sono più volte vista inseguita, mentre ero alla guida del mio scooter, da cani che non sono risultati essere di nessuno. Qual è la disciplina in materia? E contro chi posso rivalermi nel malaugurato caso in cui l'ennesimo randagio spuntato fuori dal nulla mi procuri dei danni?
Il randagismo è un fenomeno piuttosto diffuso nel nostro paese nonostante il legislatore abbia cercato di porvi rimedio con diverse leggi tese a tutelare l'interesse della comunità ed allo stesso tempo i sempre più ampi diritti riconosciuti agli animali. I problemi legati al randagismo sono di diversa natura: morale ma anche economica, basti pensare ai danni che possono produrre gli animali lasciati a vivere in uno stato di cattività all'interno tanto di un paese che di una città. Le ricerche in merito hanno fornito dati allarmanti: 220.000 cani randagi in Italia nell'ultimo anno, la Campania al solo secondo posto fra le regioni col più alto numero.
In ambito locale l'Ente che ha il dovere di occuparsi dei problemi legati al randagismo e agli animali in genere è la Polizia Municipale in collaborazione con l'Autorità Sanitaria. La presenza di cani randagi va segnalata ai vigili che, a loro volta, sono tenuti a trasmettere tempestivamente la notizia alla A.S.L. che dovrà recuperare l'animale, rintracciarne il proprietario e altrimenti ricoverarlo in un canile pubblico. Quest'ultimo rappresenta un'ulteriore piaga della nostra società, sono infatti rari, e spesso mal tenuti, i canili nelle città italiane.
Dei danni causati dagli animali che non risultano di proprietà di alcuno rispondono il Comune e la A.S.L., il primo quale corresponsabile in caso di inadempienze dell'altra. Individuare se l'animale abbia o meno un padrone è a dir poco congrua impresa, infatti non è opportunamente attuata l'anagrafe canina, inadempienza questa degli organi istituzionale preposti. Ed ecco che aumentano giorno dopo giorno sempre più le citazioni in giudizio delle Amministrazioni locali per il risarcimento di danni provocati da cani randagi, dove il termine "randagio", a norma dell'art.1 Legge Regione Campania n° 16/2001, può riferirsi a tutti quegli animali domestici che non hanno un proprietario o un detentore a qualsiasi titolo.
Patrizia Cappiello




