È stata confermata l'indiscrezione secondo la quale Apple stava lavorando a un Mac venduto senza periferiche. Ora è ufficiale: si chiama Mac Mini, è poco più grande di un masterizzatore, e costa 499 euro IVA inclusa.
L'idea di base è che chiunque abbia un PC in casa e vuole passare al Mac, ora può spendere poco e oltretutto riciclare le periferiche che ha già. Si stacca la CPU Windows, si attacca il Mac Mini, vengono riconosciute al volo tutte le periferiche, e si parte. Niente più virus, niente più magagne di sicurezza con Internet Explorer, manutenzione minima, nessun rumore di ventole. Si lavora e basta. C'è anche Microsoft Office per Mac, se vi serve.
Il Mac Mini è un bell'oggetto: un mezzo cubo smussato di 17 centimetri di lato, alto cinque centimetri. Una CPU che si può tenere in mano. Sul frontale, la fessura per inserire CD e DVD; nient'altro, tutti i connettori sono sul retro. L'alimentatore è esterno.
In un chilo e mezzo di peso, Apple ha inserito tutto il necessario: processore PowerPC da 1,25 GHz, disco rigido da 40 GB, masterizzatore di CD e lettore DVD, scheda grafica ATI Radeon 9200 con 32MB di SDRAM, porta Ethernet, modem, due porte USB, una porta Firewire e un'uscita audio. Per via del suo costo, della sua spettacolare compattezza e della sua silenziosità, il Mac Mini si candida a essere il primo Mac di molti utenti stufi delle continue magagne di Windows e dell'ingombro fragoroso del normale PC.




