Si tratta di un recipiente per liquidi in coccio che mia moglie, persona disponibile e restia a qualsivoglia discussione, ha già pensato di adibire a portavasi, infatti il manufatto in questione presenta elementi decorativi particolarmente belli che lo rendono atto anche alla funzione di soprammobile. Vorrei sapere se posso rivalermi nei confronti del venditore, al momento dell'acquisto infatti non era agevole verificare la tenuta del recipiente e non potevo rendermi conto del difetto. Grazie, un cittadino.
Il quesito che mi ha sottoposto trova risposta nella lettera degli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile e si basa sul principio in base al quale il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata. La garanzia è esclusa se al momento dell'acquisto il compratore conosceva i vizi della cosa oppure se il venditore aveva dichiarato che ne era esente. Nel caso discusso sussistono tutti gli elementi per poter ritenere possibile la risoluzione del contratto o la richiesta di riduzione del prezzo, nella prima ipotesi il venditore sarà tenuto, in cambio della restituzione dell'oggetto venduto, a rimborsarne il prezzo.
Il venditore può non risarcire il danno provando che ignorava i difetti della cosa, la sua è una condizione particolare, il legislatore tende infatti a tutelare il consumatore presumendo la colpa del venditore che, altrimenti, deve farsi carico di provare il contrario.
Ultimo aspetto essenziale da considerare è la condizione ed il termine per l'azione: il compratore decade dal diritto di garanzia se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, questo rappresenta la condizione o presupposto affinché il compratore possa agire in giudizio, l'azione si prescrive invece in un anno dalla consegna, entro tale termine dunque il diritto può esser fatto valere davanti al giudice.
Nel suo caso, se è ancora a tempo, in considerazione della nuova destinazione d'uso creata da sua moglie, le consiglierei di far presente l'evento al venditore e chiedere o la restituzione di una parte della somma pagata per riduzione del prezzo o, ancor meglio, uno sconto su un nuovo acquisto.
dott. Patrizia Cappiello




