Pedalare in città è diventato sempre più pericoloso. Le statistiche parlano chiaro ogni giorno sulle strade italiane un ciclista perde la vita e 40 devono fare ricorso alle cure del pronto soccorso.
Non a caso il nuovo codice della strada ha previsto per i ciclisti l'utilizzo del giubbino o bretelle rifrangenti. L'obbligo vale solo in particolari circostanze:nelle gallerie,se è buio e sulle strade extraurbane ma non c'è dubbio che utilizzare questo indumento lo rende consigliabile sempre.
E che cosa dire del casco per la bici? In una precedente stesura del codice della strada si era previsto l'obbligo del casco per tutti i ciclisti ma il popolo delle due ruote ha espresso numerose perplessità su quest'obbligo,a tal punto che si è determinato un ammorbidimento del provvedimento. Nella nuova versione il casco potrebbe essere previsto per legge solo per i minori fino a 14 anni. Mentre per gli adulti l'obbligo dovrebbe essere cancellato del tutto.
La domanda più spontanea è: il casco in bici serve? Tutte le associazioni ciclistiche consigliano fortemente il casco ma il timore peggiore è che l'obbligo scoraggi l'uso delle bici. Sembra una contraddizione ma mancando una politica della mobilità ciclistica non si può scaricare sull'utenza i costi delle carenze strutturali del paese al solo scopo di salvare le apparenze. In Italia le piste ciclabili non raggiungono i 2000 mila km e solo una trentina di capoluoghi vantano una rete superiore a 20km. I Paesi in cui il casco è obbligatorio sono una decina, tutti fuori dell'area centrale Europea (con la sola eccezione della Spagna) e in tutti il provvedimento non ha prodotto gli effetti sperati. Per questo motivo si spera in rimedi come una corretta educazione stradale in modo che l'obbligo del casco non scoraggi l'uso di un mezzo che non inquina,non ingombra parcheggi e non consuma energia ma si fa affidamento al buon senso di ogni ciclista.
La sicurezza in bicicletta è proporzionale anche ad un atteggiamento responsabile da parte di chi l'utilizza, inoltre il codice della strada prevede che: 1 Bisogna viaggiare sempre nel senso normale di marcia in fila singola e mantenere una traiettoria lineare. 2 Fuori i centri abitati è ammessa la circolazione per file parallele solo quando uno dei due conducenti sia un bambino minore di dieci anni e proceda alla destra dell'altro. 3 La conduzione della bicicletta deve avvenire in assoluta sicurezza, con il libero uso delle braccia e in modo tale da afferrare il manubrio con almeno una mano, mentre i piedi devono stare sui pedali. 4 Su strade aperte al traffico, utilizzare dispositivi di illuminazione e di segnalazione acustica. 5 Vietato trainare, farsi trainare da altri veicoli o condurre animali. 6 Il trasporto di passeggeri è di norma vietato. Possono essere trasportati i bambini (fino agli otto anni di età) quando la bicicletta è dotata di uno specifico seggiolino. 7 Dove esistono piste ciclabili segnalate, i ciclisti sono obbligati a farne uso,osservando le norme di comportamento relative alla circolazione dei veicoli. 8 Le manovre di svolta a destra e a sinistra e la fermata devono essere preventivamente segnalate con le braccia. 9 Se il traffico è lento o fermo è possibile procedere sulla destra superando le macchine. 10 Anche se il codice della strada non lo dice in modo esplicito,durante la guida ai conducenti di biciclette è vietato procedere contromano,utilizzare il telefono cellulare o svolgere qualsiasi altra attività che possa essere fonte di distrazione. Queste poche norme di sicurezza unite al buon senso rendono la percorrenza sulla strada almeno più sicura.




