LA SITUAZIONE SENEGALESE A volte essere donna è proprio difficile. Lo è sicuramente in Senegal, un Paese dove la figura femminile è ancora legata all'idea di guardiana del focolare, dedita alla sopravvivenza ed educazione dei figli ed allo svolgimento di tutte le mansioni domestiche -numerose e pesanti. Sono le donne che camminano chilometri per cercare l'acqua, sono le donne che vanno alla ricerca di legna secca per accendere il fuoco e sono sempre loro che pestano il miglio con i pesanti mortai per preparare il couscous. Essere donna in Senegal può significare anche essere vittima di abusi, discriminazioni sessuali e schiavitù economica, fuori e dentro la famiglia "allargata" in cui vivono. Oltre al peso dei lavori domestici, la mancanza di istruzione e di opportunità di sviluppo professionale rende quasi tutte le donne senegalesi sottomesse economicamente all'uomo-lavoratore. Senza indipendenza economica, le donne vittime di violenze non hanno mezzi per proteggersi: denunciare un marito violento, vuol dire perdere l'unica risorsa finanziaria della famiglia. Inoltre lasciare la casa familiare è causa di discriminazione ed esclusione dalla società. Così violenze sessuali, fisiche e psicologiche, rimangono nella quasi totalità dei casi nascoste, emergendo di fatto soltanto al verificarsi di eventi molto gravi.
IL PROGETTO "CASA DI MARETOU" Per lottare contro tutte queste vessazioni, da ottobre 2010 un risoluto gruppo di donne ha dato vita ad un progetto chiamato "Keur Maretou" (la casa di Maretou). Al nome di questa bambina, deceduta nel 2010 per complicazioni cardiache nonostante tutto il nostro impegno per salvarla, è stato intitolato il centro multi-funzionale dedicato alle donne che vivono nel quartiere di Pikine Icotaf, una delle immense periferie di Dakar. A "Keur Maretou" le donne svolgono le diverse attività previste dal piano d'azione che loro stesse hanno elaborato. Da un lato il progetto comprende corsi di formazione professionale e progetti di microcredito per fornire alle donne coinvolte un reddito minimo e renderle così meno vulnerabili economicamente, nella vita coniugale e nella società senegalese. Dall'altro il progetto propone attività di sensibilizzazione aperte a quante più donne possibili, su tematiche quali: i rimedi alla violenza subita dalle donne con informazione sui loro diritti, con assistenza ed accoglienza per le donne vittime di violenza; prevenzione contro l'AIDS e le malattie sessualmente trasmissibili; corsi di alfabetizzazione, anche informatica ecc.
IL CALENDARIO DELLE ATTIVITA' IN PROGRAMMA Per ogni attività vi è una responsabile ed un'equipe di supporto. Le attività si svolgono e si svolgeranno nelle quattro stanze di cui si compone il centro. Attualmente una saletta è adibita ad ufficio; una sala è un centro di prima accoglienza per donne in difficoltà (dove al momento è ospitata una donna con i suoi quattro figli, fuggita di casa ed dal marito); un'altra sala è adibita alla tintura delle stoffe, dove successivamente verranno installate delle macchine da cucire per avviare i primi corsi di cucito; la quarta sala è per le riunioni, nella quale effettuare incontri settimanali di sensibilizzazione e corsi di formazione professionale. Dalla fine di aprile la rete di donne "Keur Maretou" darà il via ad un'attività di sensibilizzazione dedicata a donne e ragazze sul tema delle violenze da loro subite. Dopo un primo supporto di volontarie italiane le responsabili senegalesi terranno una serie di incontri con tutte le donne interessate al tema. Sarà un'opportunità per entrare in contatto con le tante associazioni di donne senegalesi che – come quelle della Casa di Maretou – provano ad emanciparsi da un sistema che le rende succubi. La speranza è che "facendo rete" le donne riescano finalmente a far sentire la loro voce.
COME PUOI AIUTARCI Puoi sostenere il progetto donne della "Casa di Maretou" mediante una donazione all'Associazione "Energia per i Diritti Umani" Onlus, che provvederà ad utilizzare i fondi per finanziare l'acquisto di macchinari e le attività programmate dalle donne nel piano d'azione. Puoi anche partecipare direttamente al progetto: dall'Italia, entrando nell'equipe di Energia che gestisce e tiene i contatti con le donne del progetto a distanza; in Senegal, partendo con i volontari di Energia nei prossimi viaggi. Potrai vedere come funziona e collaborare direttamente con il centro "Keur Maretou" in Senegal.
Informazioni su Pikine Pikine è una delle immense periferie di Dakar, la capitale del Senegal, da cui dista circa 25 km. Ha una popolazione di oltre il milione e seicento mila abitanti ed è in continua crescita. Nata per eliminare le baraccopoli sorte alla periferia di Dakar per volere del presidente Senhgor, ha avuto uno sviluppo irregolare e abusivo non rispettando alcuna norma edilizia e sanitaria. L'eterogenea popolazione di Pikine proviene dalle zone rurali del Paese e dalla stessa Dakar. Pikine è divisa in più quartieri, uno dei quali è PIKINE ICOTAF. Pikine è priva, o quasi, di attività economiche di tipo moderno. È una zona che vive e che ha vissuto largamente di artigianato (lavorazione del legno, dell'argento, dei tessuti) i cui prodotti sono concentrati nei mercati. Energia per i diritti umani ONLUS è presente a Pikine Icotaf dal 2000 con numerose attività nel campo sanitario e dell'istruzione, come la campagna StopMalaria e il progetto di sostegno a distanza "Sostieni a distanza un bambino e il suo villaggio". Dal 2006 contribuisce al mantenimento della scuola materna umanista jardin xaley humaniste, gestita dall'associazione umanista "Energie pour les droits de l'homme Senegal".




