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Attualità

Bimbi, basta bisticciare!

di Redazione · novembre 2011

Bimbi, basta bisticciare!

Perché litigano? La competizione Le relazioni tra fratelli sono ambivalenti per natura: un insieme di amore e odio, dovuto alla rivalità spontanea tra bambini di una stessa famiglia; ma contemporaneamente nemici in quanto in competizione per ottenere la supremazia nel gruppo (anche se il gruppo è composto solo da due bambini) e l'amore dei genitori. Fortunatamente questa lotta per la supremazia non è permanente. E non è nemmeno lineare, cioè ogni bambino può avere o meno la supremazia a seconda delle situazioni in ambiti molto vari (essere servito per primo a tavola, essere migliore nello sport, a scuola, poter scegliere i cartoni animati da guardare in TV…). Il che spiega perché l'odio scoppi facilmente, alla minima occasione, ma che svanisca altrettanto facilmente nell'espressione dell'amore e della complicità tra fratelli. Ecco perché è facile che due bambini si rimettano a giocare insieme, serenamente, due secondi dopo essersi tirati i capelli…

L'amore dei genitori Il motivo della lite tra fratelli nasconde la ragione più profonda: non è per un pezzettino di cioccolato, ma per l'amore di mamma e papà che si sta lottando! Infatti, quando la famiglia si allarga, cioè quando l'equilibrio mamma-figlio è spezzato dall'arrivo di un fratellino o di una sorellina, il bambino sente di dover riconquistare l'amore esclusivo dei genitori (e soprattutto della madre) eliminando «l'altro», «l'intruso», cioè l'ultimo arrivato. È questa gelosia profonda, inevitabile, e forse anche indispensabile, che si manifesta, anche violentemente, durante le liti.

L'affermazione della propria identità Le liti, oltre ad essere la manifestazione della gelosia tra fratelli, hanno anche un'altra funzione: permettono ad ogni bambino di affermare la propria identità in rapporto a quella degli altri fratelli. Se urlo, picchio, tiro i capelli, esprimo forte la mia collera e i miei desideri, non passo inosservato. Cioè esisto. I litigi permettono anche di mettersi alla prova, valutando i propri limiti e quelli degli altri, di confrontarsi con l'esistenza degli altri, di imparare che picchiando o insultando si rischia di essere picchiati o insultati… Questa fase di apprendimento è importante per il futuro. Tuttavia bisogna che i genitori sappiano imporre delle regole e dei limiti.

Quando intervenire? I litigi degenerano Lascia che i bambini sistemino le cose tra di loro. Non intervenire in una lite prendendo posizione, il che vorrebbe dire che stai esprimendo una preferenza. Ma non lasciare che i bisticci degenerino in vere e proprie risse, con pugni e parole offensive. Fai capire bene ai bambini che non tolleri che la violenza fisica e verbale diventi un modo di comunicazione. Si litiga: va bene; ci si esprime: ok, ma non si cerca di distruggere l'altro. E questo a qualsiasi età: anche se sono piccoli i bambini capiscono benissimo!

Cosa fare, cosa dire? In un momento di calma, e se sono già grandicelli (5-6 anni), spiega al tuo figli perché non ci si può permettere di fare o dire tutto quello che si vuole, anche se si è arrabbiati. Il rispetto tra le persone è fondamentale, seno' la vita di tutti i giorni diventa insopportabile. Fai degli esempi: che cosa succederebbe se tutti si picchiassero e se insultassero e se nessuno pensasse agli altri? Esagera volontariamente il problema, per farti capire meglio: che cosa penserebbero se a scuola i maestri litigassero fra di loro e si prendessero a schiaffi?