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Attualità

Nel favoloso mondo di Edinson…

di Redazione · aprile 2012

Nel favoloso mondo di Edinson…

Era un giorno di San Valentino sicuramente speciale quello del 1987 quando a Salto, in Uruguay, venne al mondo Edinson Cavani; curiosamente la sua vita comincia con un errore, alquanto marchiano, da parte di un impiegato ufficio anagrafe che da Edison (nome scelto dai genitori in ossequio all'inventore della lampadina) lo trasformò in Edinson…

Fu però quello l'unico sbaglio legato all'infanzia di Edison che crebbe nella tranquillità familiare rubando il mestiere a papà, anch'esso discreto calciatore e figlio di immigrato italiano.

Al compimento dei dodici anni ragazzo e famiglia si trasferiscono a Montevideo, dove da subito El Botija comincia a farsi notare nelle giovanili del Danubio, protagonista l'anno successivo, quando il Danubio si aggiudica il titolo di Apertura 2007.

Nonostante i 19 anni ormai compiuti Edinson mantiene l'aspetto di un bambino con le sue gambe strette e quelle spalle piccine, tanto è vero che lo soprannominano El Botija, in uruguaio, appunto, il bambino.

Dopo l'ovvia trafila, debutta in prima squadra nel Clausura 2006, risultando da subito decisivo e addirittura questo azzeccato con il quale Edinson è oggi riconosciuto. Matador si mette in mostra anche nella propria nazionale under 20 (10 gol in 14 match!!) e non ci mise allora molto il vulcanico Zamparini, tra un esonero e un altro, a portarlo alla corte Palermitana.

Il fatto che al suo esordio in Serie A segni uno straordinario gol da fuori area alla Fiorentina costituisce un altro indizio: attenzione campionissimo nei paraggi!

Le prime stagioni palermitane passano a corrente alternata, tra qualche prodezza e qualche panchina di troppo per Edinson, cui dopo il nome ora avevano cambiato anche il ruolo, che barba, esterno offensivo nel tridente Guidolin con Amauri e Miccoli, praticamente una fascia intera da fare su e giù!

Ma la stagione 2008/2009 comincia nel migliore dei modi per Cavani, tre volte a segno nei primi 4 incontri e complessivamente 14 volte in tutto il campionato; nel torneo successivo, passando da un mister all'altro, Pochi immaginano che, di lì a poco, quel bambino dall'aspetto tenero si sarebbe trasformato nell'implacabile El Matador, soprannome sì altri 13 centri in 34 presenze per un bottino complessivo in maglia rosanero di reti 37 in 117 incontri.

In contemporanea con quello calcistico percorreva un altro sentiero Edinson, sposatosi nel 2007 con la sua prima fidanzatina Soledad e lanciato alla rincorsa spirituale di Kakà e altri grandi dello sport definiti "Atleti di Cristo".

Anche per questo è bello raccontare di Cavani, l'antidivo per eccellenza, lontano anni luce dalle disavventure di BadMario Balotelli o da Cassanate varie ed eventuali; nella sua biografia Edinson invita tutti a seguirlo nel suo mondo dove solo Cristo è la risposta, la speranza, la fede.

Ora, al di là delle preferenze cristiane, è bello vedere persone che si aggrappano alla fede e che ancora credono in qualcosa, dando così speranza a tutti.

Indipendentemente dalla vostra fede religiosa El Matador vi avrà sicuramente ridato speranza se appartenete ad un altro tipo di setta, quanto mai numerosa e legata ad un'altra imprescindibile fede, ossia quella legata ai colori biancoazzurri.

È l'estate del 2010 quando Edinson, dopo un ottimo mondiale, viene acquistato dal Napoli per 17 milioni di euro pagabili in 4 anni. Bruciata sul filo di lana l'Inter, inizialmente in vantaggio ma mai troppo convinta del giocatore; De Laurentiis ringrazia e porta a casa.

Difatti esplode clamorosamente il bomber uruguaio, riproposto da Mazzarri nel suo ruolo naturale e autore di 26 reti in campionato e 7 in Europa league con udite udite quattro triplette di cui una storica alla Juventus.

Cavani si promuove all'attenzione di tutti gli addetti ai lavori per la sua duttilità tattica e la sua incredibile condizione atletica, che gli permettono di occupare tutti i ruoli del tridente offensivo senza nulla perdere in fase realizzativa. Per queste sue caratteristiche è spesso definito un attaccante atipico, in quanto è francamente difficile trovare un calciatore con caratteristiche quantomeno analoghe.

In virtù di tutto ciò El Matador nel maggio 2011 viene innalzato a idolo partenopeo alla stregua di Lavezzi, cui aveva osato chiedere la maglia n°7 (ottenendola, fra l'altro) rischiando l'accusa di lesa maestà.

Lo straordinario rendimento dei due, unito chiaramente a quello del resto della squadra, garantisce al Napoli una storica qualificazione alla Champions League 2011/2012, cui gli azzurri dopo un sorteggio da brividi prendono parte in maniera assolutamente convinta facendo dapprima davvero rabbrividire gli inglesi (pari a Manchester, segna sempre lui), infine gelandoli con la vittoria in quel di Vila-Real; peccato che a mettere fine ai sogni partenopei siano poi stati altri anglosassoni, i "blues" del Chelsea, ma considerando si trattava in pratica di un esordio, nulla da rimproverare all'undici di Mazzarri.

E su Edinson cos'altro aggiungere? L'attuale stagione, dopo un inizio un po' altalenante con "solo" una tripletta al Milan (e sono 5) e un calo fisiologico assolutamente prevedibile e comprensibile, sembra essersi rimessa sui soliti binari, con cinque reti in Champions e la ventina già in vista in campionato.