Dopo oltre un anno alla deriva nelle acque del Pacifico fino all'Alaska, trascinato via dal potente tsunami dell'11 marzo 2011, un pallone da calcio ha ritrovato il suo proprietario, in Giappone. "Non ho dubbi che sia mio", ha commentato emozionatissimo Misaki Murakami, 16 anni, uno studente liceale della città di Rikuzentakata, città della prefettura di Iwate distrutta per oltre l'80% dall'onda anomala generata dal sisma di magnitudo 9. Il merito è della determinazione di Yumi e David Baxter, la coppia che, dopo il ritrovamento della palla, ha voluto a ogni costo rintracciare il proprietario dopo aver letto il messaggio di incoraggiamento e la firma in giapponese a indicare la dedica di marzo 2005, relativa a una classe di terza elementare. In effetti, Murakami ha raccontato che il pallone era un regalo dei compagni di classe del 2005, dono d'addio prima del trasferimento in un'altra scuola della città.
I Baxter, che vivono alla periferia di Anchorage, avevano chiamato il National Oceanic and Atmospheric Administration, (Noaa) per avviare le ricerche del proprietario e, dopo il lieto fine, hanno chiarito di voler visitare il Giappone ("a breve, tra maggio e giugno") con la speranza di poter personalmente ridare la palla al ragazzo. Se realizzata, la consegna sarebbe la prima del suo genere: la restituzione di un oggetto dopo aver raggiunto il Nord America a causa dello tsunami.




