Nella magica cornice della penisola sorrentina ed amalfitana è stato accolto con grande entusiasmo il leggendario viaggio dell'imponente camion americano battente bandiera Harley-Davidson, un progetto importante che sta' portando in molte città d'Italia l'evento itinerante "The Legend On Tour". Proseguirà fino alla fine dell'anno questa iniziativa on the road che offrirà l'opportunità a centauri e non di provare le ultime creazioni della mitica moto americana, simbolo di libertà e di rivolta.
Nell'ultimo fine settimana di settembre da venerdì 28 a domenica 30 Piazza Angelina Lauro e Piazza Tasso hanno accolto l'iniziativa "Benvenuti in Paradiso", organizzata dal concessionario Harley-Davidson® On the Road Napoli e dalla Vesuvio Chapter con il patrocinio del Comune di Sorrento, una kermesse dedicata ai motori e alla buona musica. Questa ottava edizione della "The Legend On Tour" si è articolata in tre fantastici giorni gratuiti ed accessibili a tutti, ed ha riscosso un grande successo di pubblico di appassionati e curiosi, che con grande ammirazione hanno potuto provare gratuitamente gli ultimi modelli della gamma Harley-Davidson.
STORIA, MITO, LEGGENDA Come tutte le grandi cose, anche il mito Harley Davidson nasce in silenzio da un'idea, una passione, una speranza quasi impossibile. Siamo nel 1901, a Milwaukee, negli Stati Uniti, nel piccolo garage di di Arthur Davidson, affiancato dall'amico William Harley. Qui il sogno prende la forma di una semplice bicicletta motorizzata. È questa la prima Harley Davidson della storia. A due anni di distanza, e dopo soli tre esemplari venduti, il 28 agosto 1903 viene fondata la società Harley Davidson. La crescita dell'azienda è graduale ma senza soste: nel 1907 le motociclette prodotte sono 150, mentre nel 1917 addirittura 12.904, anno in cui gli Stati Uniti entrano ufficialmente nella Prima Guerra Mondiale e l'Esercito statunitense richiede alla casa motociclistica ben 45mila esemplari. Questo aumento della produzione permette alla Harley Davidson di diventare, negli anni '20, il più grande costruttore di motociclette al mondo, presente in 67 Paesi. La prima vera pietra miliare, però, è raggiunta nel 1921, quando viene alla luce la prima motocicletta in grado di raggiungere i 160 km/h. Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, l'aumento produttivo si ripete: le motociclette realizzate per le forze armate questa volta sono ben 88mila. Nel gennaio 1957 viene realizzato lo "Sportster", uno dei modelli più riusciti nella storia della Harley Davidson, caratterizzata da una linea semplice molto apprezzata dal pubblico.
Nel 1969 accade un altro fatto importante: l'Harley Davidson è acquistata dalla AMF (American Machine and Foundry), che decide di ridurre drasticamente la forza lavoro, con effetti devastanti sulla qualità del prodotto che, inevitabilmente, porta a una diminuzione delle vendite e addirittura al rischio di bancarotta. Una situazione davvero difficile, alleviata solo nel 1981, quando la AMF rivende l'Harley Davidson a un gruppo di 13 investitori guidati da Vaughn Beals e Willie G. Davidson. Per riprendere il ritmo, l'azienda di Milwaukee ci mette però un po': solo con l'introduzione del modello "Softail Custom" nel 1984 l'Harley Davidson torna a essere leader del mercato delle moto di grande cilindrata, mentre la storia diventa ufficialmente leggenda con il lancio nel 1990 del nuovo modello "Fat Boy", che incarna alla perfezione il nuovo stile retrò, e punta tutto sulla possibilità offerta ai clienti di personalizzare le proprie motociclette. La qualità torna così al primo posto della produzione, garantendo così alle moto la capacità unica di mantenere il proprio valore nel tempo.
Nel 2003, l'Harley Davidson, un marchio ormai trasformatosi in vero e proprio mito, festeggia il suo centesimo compleanno, celebrato in grande stile a Milwaukee con il più grande raduno della storia della casa produttiva e, molto probabilmente, della storia del motociclismo in assoluto. Ma non è finita qui. Il 12 luglio 2008 nasce a Milwaukee il primo Harley Davidson Museum del mondo, che offre ai visitatori la possibilità di vivere, tra passato e presente, quell'atmosfera di libertà, passione e orgoglio "on the road" che rappresentano l'anima della casa americana. (S.R.)




