Il virus respiratorio sinciziale (VRS) è il principale responsabile della bronchiolite, una malattia respiratoria acuta a carico delle basse vie aeree che colpisce bambini di solito nel primo anno di vita, a volte con decorso aggressivo (con rischio maggiore quanto più il lattante è piccolo di età), che può richiedere ospedalizzazione e in qualche caso ricovero in terapia intensiva per insufficienza respiratoria. Il primo picco epidemico si verifica in genere a novembre-dicembre, il secondo a gennaio-febbraio. Oltre il 60% dei bambini contrae il VRS entro il compimento di 1 anno di età e quasi tutti si infettano almeno una volta entro il compimento dei 2 anni di età; quasi il 4% nel primo anno di vita richiede ospedalizzazione, e di questi il 20% terapia intensiva.
Lo scorso anno si sono registrati in Italia circa 15mila ricoveri per bronchiolite, di cui 3mila in terapia intensiva, e ci sono stati 16 decessi. Non esiste un trattamento specifico ma solo di supporto (ossigeno e idratazione).
A partire da questa stagione epidemica è disponibile una nuova arma per prevenire l'infezione, il Nirsevimab (Beyfortus), un anticorpo monoclonale che fa da scudo contro il VRS (immunizzazione passiva). L'anticorpo è a lunga emivita: efficacia della durata di azione di almeno 5 mesi, quindi per un periodo corrispondente alla stagione di rischio autunnale/invernale. È utilizzabile pertanto in singola somministrazione, a inizio stagione epidemica, per tutti i neonati/lattanti, mentre l'anticorpo monoclonale finora disponibile, Palivizumab, veniva somministrato solo ai bambini a maggior rischio con una dose al mese da ottobre a marzo.
La maggior parte dei bambini ospedalizzati tuttavia sono neonati sani e/o a termine, senza specifici fattori di rischio: dati italiani raccolti in 5 diverse stagioni invernali dimostrano che l'88% delle ospedalizzazioni per VRS si sono avute in bambini sani e nati a termine.
Il Niservimab ha un'elevata attività neutralizzante diretta contro il sito 0 della proteina pre-F sulla superficie del VRS, impedendone l'ingresso nelle cellule epiteliali delle vie aeree. Ha una più alta affinità verso il VRS rispetto al Palivizumab (fino a oltre 50 volte superiore).
La strategia di immunizzazione prevede che i bambini nati durante il periodo di circolazione del VRS, ottobre-marzo, ricevano il nuovo anticorpo monoclonale già alla nascita direttamente nelle neonatologie, mentre in quelli nati tra aprile e settembre l'immunoprofilassi viene effettuata a cura del pediatra di famiglia nel mese di ottobre dell'anno di nascita.
Il farmaco è stato approvato dall'Unione Europea a ottobre del 2022 e nel Regno Unito a novembre 2022; nella primavera 2023 in Canada e USA. Molti Paesi, come Spagna, Francia, Lussemburgo, Germania e USA, hanno già avviato l'immunizzazione nella stagione 2023-2024; in Italia solo la Valle d'Aosta. Tutti i dati disponibili dai trial clinici registrativi e negli studi real world condotti nei Paesi che hanno attuato la prevenzione universale nella stagione 2023-24 documentano una significativa efficacia e un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità. Si è registrata una riduzione all'incirca dell'80% delle ospedalizzazioni da VRS e del 90% del rischio di ricovero in Terapia Intensiva.
Classificato in Italia inizialmente in fascia C, quindi con acquisto a carico dei pazienti, successivamente sotto la pressione del position paper elaborato a cura delle Società scientifiche riunite nel Board del "Calendario Vaccinale per la Vita": la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), la Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), che considerano l'impiego della immunoprofilassi universale la risposta di grande impatto sulla sanità pubblica ad un bisogno medico finora insoddisfatto, è stato trasferito dall'Aifa in fascia A, dunque a carico del Servizio sanitario nazionale, senza oneri per i pazienti.
Il 17 ottobre la Conferenza Stato Regioni con l'Intesa sul documento trasmesso dal Ministero della Salute «Attività per l'accesso universale dei neonati all'immunizzazione passiva contro il virus respiratorio sinciziale» lo ha reso disponibile a partire dalla stagione 2024-25 per l'immunizzazione passiva di tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione epidemica di VRS, per assicurare una copertura universale, equa e gratuita, uniforme su tutto il territorio nazionale. L'impegno economico della profilassi universale con il Nirsevimab viene abbattuto dai risparmi secondari a: abbandono del Palivizumab che ha un costo circa 15 volte superiore per paziente; riduzione dei ricoveri; riduzione degli esiti a distanza delle infezioni da VRS (broncospasmo ricorrente/asma nel 40% circa dei casi); riduzione delle assenze dei genitori dal lavoro per assistere i figli.
La somministrazione è volontaria, previa firma del consenso dei genitori. Al momento, l'adesione dei genitori al programma di immunizzazione appare molto alta. In Campania, i nati dall'11-11-2024 lo possono ricevere alla nascita, prima della dimissione (al secondo giorno di vita), mentre i nati nei circa 100 giorni precedenti, dal primo agosto 2024, possono effettuarlo a cura del proprio pediatra di famiglia.
Per i nati in epoca precedente, fino ai 2 anni di età, l'anticorpo può essere somministrato solo se vi sono fattori che aumentano il rischio di grave malattia delle basse vie respiratorie da VRS: pretermine <35 settimane nati tra marzo 2024 e agosto 2024; nati a ≤ 29 settimane di gestazione, che hanno fino a 12 mesi all'inizio della stagione VRS; bambini con displasia broncopolmonare che hanno fino a 24 mesi all'inizio della stagione VRS; bambini nati con cardiopatia congenita emodinamicamente significativa, come scompenso cardiaco congestizio che necessita di terapia medica (diuretici, ACE-Inibitori, farmaci inotropi), cianosi con saturazione sistemica inferiore a 90%, ipertensione polmonare che hanno fino a 24 mesi all'inizio della stagione VRS; bambini nati con gravi malformazioni/patologie congenite (ad esempio, neuromuscolari, tracheo-bronchiali) che hanno un'età fino a 12 mesi all'inizio della stagione VRS; profilassi post-trapianto cardiaco nei bambini nella 1° e 2° stagione epidemica; bambini con immunodeficienze primitive o secondarie e che hanno un'età fino a 24 mesi all'inizio della stagione VRS; bambini con fibrosi cistica che hanno un'età fino a 24 mesi all'inizio della stagione VRS; bambini che, a causa di infezioni respiratorie virali, nella precedente stagione epidemica hanno manifestato un quadro di bronchiolite obliterante post-infettiva e che hanno un'età fino a 24 mesi all'inizio della stagione VRS. Nei soggetti ad alto rischio, il farmaco può essere somministrato per due stagioni di seguito (primo e secondo anno di vita).
Il Niservimab può essere somministrato in concomitanza con le vaccinazioni pediatriche previste dal calendario vaccinale, senza alcuna necessità di rispettare un intervallo temporale, non risultando interferenze con la risposta immunitaria.
Viene pertanto proposto attualmente un "Calendario Nazionale di Immunizzazione" e non più solo Vaccinale come previsto dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2023-2025, che contempla l'uso per tutti i bambini anche dell'anticorpo contro il VRS.
Il Nirsevimab esiste in formulazioni da 50 mg, fino a 5 Kg di peso, e da 100 mg, oltre i 5 kg. La somministrazione si effettua per via intramuscolare. Non è consigliabile usare due dosi da 50 mg nei lattanti di oltre 5 kg o mezza da 100 nei neonati con meno di 5 kg. L'aver contratto già la bronchiolite da VRS non costituisce controindicazione alla profilassi con Nirsevimab, in quanto possono verificarsi reinfezioni. In casi a particolare rischio, può essere suggerito di praticare una seconda somministrazione dell'anticorpo dopo 5 mesi, per allungare la protezione. Frattanto, è stato formulato un nuovo anticorpo monoclonale anti-VRS, il Clesrovimab, sicuro ed efficace dopo una singola somministrazione nel ridurre infezioni e ricoveri.
Esiste infine la disponibilità di un vaccino basato sull'antigene PreF da somministrare alle donne nell'ultima fase della gravidanza, in modo che gli anticorpi prodotti dalla madre a seguito della stimolazione immunitaria siano trasferiti al neonato attraverso la placenta.
Vaccino alla madre e anticorpo monoclonale al neonato possono essere efficacemente integrati nella strategia di prevenzione delle infezioni da VRS nei bambini.




