Luglio 2026 · Anno XXIIIIl mensile gratuito della Penisola Sorrentina
Salute

Influenza 2024-25. Un inverno pesante con l'epidemia di virus respiratori

di Redazione · marzo 2025

Influenza 2024-25. Un inverno pesante con l'epidemia di virus respiratori

Sono oltre 11.600.000 i casi di sindromi influenzali e sindromi simil-influenzali (ILI) nella popolazione italiana fino a metà febbraio, stimati dalla sorveglianza nazionale RespiVirNet (coordinata dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Ministero della Salute e realizzata con il contributo dei Medici di Medicina generale e Pediatri di libera scelta, dei referenti presso le Asl e le Regioni e dei laboratori di riferimento regionale per i virus respiratori). Ma l'epidemia è ancora in corso e per fine stagione si prevedono 15 milioni di casi, più della scorsa stagione, che con circa 14 milioni e 598 mila persone colpite ha raggiunto l'incidenza più alta da 15 anni a questa parte.

Il picco stagionale si è verificato quest'anno tra gennaio e febbraio, come nelle classiche epidemie influenzali dell'era pre-Covid, mentre nei due anni precedenti si era raggiunto prima, a dicembre, causa la relativa immunodeficienza causata dalle restrizioni sociali in pandemia che, rendendo meno allenato il sistema immunitario della popolazione, aveva determinato una rapida salita della curva epidemica trovando più persone suscettibili al contagio.

L'incidenza è stata maggiore nei bambini, in accordo con quanto afferma l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che stima che ogni anno l'influenza stagionale colpisca tra il 20% e il 30% dei bambini della popolazione. I più colpiti sono stati i bambini sotto i cinque anni. I tamponi effettuati sono risultati positivi per influenza di tipo A e in quota minore di tipo B. Del tipo A sono stati trovati i sottotipi H1N1 e H3N2, quest'ultimo responsabile della cosiddetta "australiana". Fortunatamente, non ci sono stati casi da influenza aviaria A (H5N1).

L'influenza di questa stagione 2024-25 è stata particolarmente aggressiva, con sintomi intensi, durata prolungata (4.5 giorni di febbre o più) e una certa incidenza di complicanze (soprattutto polmoniti). Assieme ai virus influenzali, la stagione epidemica è stata sostenuta da un mix di virus respiratori responsabili di forme simil-influenzali: Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), SARS-CoV-2, Rhinovirus, Coronavirus umani diversi da SARSCoV-2, Metapneumovirus, Adenovirus, Bocavirus, Parainfluenzali. Sia l'influenza che gli altri virus causano un quadro caratterizzato da febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, rinite, mal di gola, tosse secca e persistente (anche diverse settimane), astenia e anoressia, a volte (nei bambini soprattutto) anche disturbi gastro-intestinali.

Ogni anno l'influenza mette in ginocchio la popolazione e mette a dura prova la tenuta dei sistemi sanitari, associandosi a incetta di farmaci di ogni tipo (dagli anti-infiammatori agli antibiotici, nessuno dei due tipi di farmaco indicato), assedio dei medici e degli ambulatori, intasamento dei pronto soccorso con fenomeno del boarding (stazionamento in barella in attesa di ricovero), analisi, radiografie, ricoveri. Invece, l'atteggiamento migliore sarebbe improntato a riposo, paracetamolo e attesa, almeno per i primi 3-5 giorni, nella consapevolezza che la febbre rappresenta non una minaccia ma la risposta di guarigione. Cautela andrebbe riservata solo in caso di soggetti fragili o sintomi insoliti.

Contro l'influenza, il vaccino resta l'arma più efficace di prevenzione e uno strumento essenziale per salvare vite tra i più vulnerabili. In età pediatrica, il vaccino è raccomandato per i bambini tra i sei mesi e i due anni (soprattutto se frequentano asili e scuole materne) in quanto, a causa della mancanza di immunità pregressa, sono soggetti ad aumentato rischio di sviluppare complicanze come polmonite, disidratazione o disfunzioni cerebrali, e per quelli in età scolare, che contribuiscono maggiormente alla diffusione dell'influenza. Il vaccino è raccomandato poi nelle persone over 60 (per i quali andrebbero preferiti i vaccini potenziati, cioè contenenti un adiuvante o a dosaggio maggiore), le donne incinte e nel post-partum, tutti i soggetti fragili di ogni età dai 6 mesi ai 59 anni (come le persone immunodepresse o con patologie croniche). Purtroppo, le coperture vaccinali restano troppo basse, lontane da quelle ottimali. Nella fascia pediatrica, il vaccino in formulazione spray nasale, utilizzabile dai 2 anni, ha aumentato la compliance delle famiglie verso il vaccino.

Sono importanti anche le misure generali e comportamentali di prevenzione, come restare a casa se malati, igiene frequente delle mani, etichetta respiratoria, areazione degli ambienti, stile di vita sano riguardo ad alimentazione, idratazione e attività fisica. Contro l'influenza sono disponibili anche farmaci antivirali. Se assunti tempestivamente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre i sintomi, la durata della malattia e le complicanze e anche la durata del periodo di contagiosità. L'uso degli antivirali è limitato a soggetti con influenza che appartengono ai gruppi a rischio per gravi complicanze o senza fattori di rischio ma con sintomi gravi o le persone a rischio di gravi complicanze, non vaccinate che abbiano avuto contatti stretti con persone infette. Si possono usare anche nelle donne incinte con influenza se hanno malattie croniche preesistenti alla gravidanza o un decorso complicato.