La disprassia, conosciuta anche come Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD), è una condizione neurologica che influisce sulla capacità di pianificare e realizzare movimenti volontari. Non è legata a deficit intellettivi o sensoriali, ma piuttosto a difficoltà nel processo di pianificazione motoria.
Il disturbo influisce sulla coordinazione dei movimenti ampi (motricità globale come correre, saltare o andare in bicicletta) e/o dei movimenti fini.
Accanto ad una forma generalizzata di disprassia, a secondo delle funzioni coinvolte, sono state individuate diverse tipologie: • Disprassia dell'abbigliamento, vale a dire la difficoltà nell'eseguire la giusta sequenza per indossare vestiti, slacciare o allacciare le scarpe, abbottonare la camicia… • Disprassia degli arti superiori, • Disprassia della scrittura e del disegno, spesso in comorbilità con la disgrafia, • Disprassia dello sguardo (difficoltà nell'inseguimento visivo o nel fissare lo sguardo, nella stima delle distanze), • Disprassia della marcia, • Disprassia costruttiva (difficoltà nel ricreare modelli, ad esempio con i puzzle o con le costruzioni), • Disprassia oro-facciale (difficoltà nella gestione del cibo all'interno della bocca e nel controllo dei movimenti dei muscoli del viso), • Disprassia verbale (assenza o grave alterazione del linguaggio a causa di una difficoltà nell'articolazione verbale).
La Disprassia Verbale Evolutiva (DVD) colpisce il 4,5% della popolazione mondiale (tre volte di più i maschi rispetto alle femmine) e rientra nei disordini della sfera comunicativo-linguistica.
I segni e sintomi della disprassia possono comparire sin dalla prima infanzia e possono variare a seconda della gravità. Si osserva precocemente difficoltà nell'imitare i suoni del linguaggio, con una lallazione generalmente assente o molto scarsa. I fonemi prodotti sono pochi e spesso ripetuti, talvolta neppure riconoscibili come appartenenti al linguaggio. Le prime parole possono comparire in ritardo, con una prosodia peculiare e l'eloquio può risultare lento, talvolta scandito ed incomprensibile.
Il trattamento logopedico consente un potenziamento della capacità di pianificazione motoria e lo sviluppo di strategie per mettere in sequenza i movimenti necessari per parlare. Attraverso esercizi specifici, migliora la coordinazione dei movimenti articolatori, la precisione e la fluidità dei movimenti della bocca, della lingua e delle labbra.
Il paziente impara, inoltre, a riconoscere a manipolare i suoni del linguaggio; aumenta la sua consapevolezza fonologica e la capacità di produrre parole in modo chiaro e coerente.
Il trattamento ha, quindi, l'obiettivo di potenziare le abilità comunicative, aiutare il paziente a comunicare in modo efficace, utilizzando, se necessario, strategie compensative (comunicazione aumentativa alternativa).
La terapia logopedica per la disprassia è altamente personalizzata e può includere diverse tecniche, tra cui: • Tecniche di facilitazione neuromotoria: migliorano la coordinazione e la forza dei muscoli coinvolti nella produzione del linguaggio. • Tecniche di facilitazione fonetica: strategie per aiutare il paziente a produrre suoni specifici, migliorando la loro articolazione. • Metodo PROMPT: un approccio tattile-cinestesico che fornisce al paziente un feedback diretto sui movimenti necessari per produrre i suoni. • Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA): laddove risulti necessario vengono introdotti strumenti di CAA, come tabelle di comunicazione o dispositivi elettronici.
La disprassia non è una condizione immutabile. Una tempestiva diagnosi, sebbene non semplice, è cruciale per un corretto sviluppo delle funzioni linguistiche. L'inquadramento del deficit ed l'avvio del trattamento consentono al bambino di estrinsecare le proprie potenzialità, rimuovere i fattori sfavorevoli o, in alternativa, ridurne ai minimi termini l'impatto.
Dott.ssa Mariarosaria d'Esposito Logopedista Tel. 338.31.91.494 email: bettyroz@yahoo.it




