Per Scoliosi si intende una curvatura laterale patologica della colonna vertebrale, accompagnata da una rotazione delle vertebre. È dovuta al fatto che le vertebre, invece di essere perfettamente allineate e appoggiate l'una sull'altra, sono ruotate verso destra o verso sinistra. A parte rare forme congenite legate a gravi patologie (esempio, paralisi cerebrale, distrofia muscolare, ipotonia congenita, atrofia muscolo-spinale, atassia di Freidrich, sindrome di Marfan, neurofibromatosi, displasie ossee), la scoliosi è per lo più idiopatica, ossia senza una causa identificabile. Esiste certamente una predisposizione genetica, che dà ragione della familiarità dei casi.
La sua manifestazione è favorita dall'impennata di crescita della colonna, durante il rapido accrescimento puberale. La condizione colpisce il 2% dei giovani tra i 10 e i 16 anni, durante la pubertà (Scoliosi Idiopatica dell'Adolescente), con un range di 1-3% nelle varie casistiche. Sono 8 volte più colpite le femmine dei maschi. Lo "zainetto", stare seduti in maniera "scomposta" o tenere una "postura sbagliata" non provocano la scoliosi.
Nella maggior parte dei casi in cui la schiena di un bambino non appare perfettamente diritta, si tratta in realtà solo di un "atteggiamento scoliotico", cioè di un'alterazione funzionale della postura della colonna, che non dipende da una sua deformità strutturale. L'atteggiamento scoliotico comporta una semplice deviazione laterale della colonna, ma non si accompagna mai ad una rotazione e deformazione dei corpi vertebrali. Nell'atteggiamento scoliotico, la deviazione compare solo quando il soggetto è in piedi, mentre scompare in posizione seduta o distesa. Rientra nel gruppo dei "paramorfismi" e colpisce circa il 10% dei bambini.
La causa più comune dell'atteggiamento scoliotico è una differente lunghezza delle gambe: è comune infatti che durante la crescita una metà del corpo cresca più in fretta dell'altra e le due gambe non siano perfettamente uguali ("dismetria degli arti inferiori"), ma in tal caso la postura anomala della colonna vertebrale si corregge da sé con la crescita.
La scoliosi "vera" può riguardare il rachide dorsale o lombare e la curva può essere deviata a destra (scoliosi destro convessa) o sinistra (scoliosi sinistro convessa). Solo il 10% delle scoliosi tende a peggiorare senza trattamento. La scoliosi è insidiosa perché non dà sintomi: il bambino non avverte dolore o limitazioni. I campanelli di allarme sono: una spalla più alta dell'altra; una sporgenza asimmetrica sulla schiena o una rientranza asimmetrica sul torace; una postura asimmetrica; una colonna vertebrale curva.
Un utile strumento di screening è lo "scoliometro". Il ragazzo viene invitato a flettere il busto in avanti mantenendo le gambe dritte e le ginocchia estese. Il pediatra osserverà prima di tutto il profilo della schiena per evidenziare la presenza eventuale di una piccola "gobba" ("gibbo"), poi utilizzerà lo scoliometro. Facendo scorrere lo strumento lungo la schiena, in condizioni normali, la superficie ha lo stesso "livello" da entrambi i lati.
La diagnosi e la misurazione del grado di scoliosi sono precisate da due radiografie della colonna vertebrale, una di fronte (posteriore-anteriore) e una di lato (latero-laterale), con valutazione dell'angolo di Cobb. Si considera diagnostico un angolo di Cobb di almeno 10°. La terapia in caso di curve fra 25 e 40° in pazienti scheletricamente immaturi è il busto ortopedico, per arrestare la progressione della deformazione della colonna vertebrale, se si tratta di scoliosi evolutive. Quando la deformità della colonna è notevole (angolo di Cobb superiore a 45°) o il paziente è già adulto, non si può controllare col solo uso del corsetto ed è necessario l'intervento chirurgico. Una grave scoliosi nel tempo può deformare il torace e compromettere il funzionamento dei polmoni e del cuore.




