La riatletizzazione dopo una lunga degenza è un processo fondamentale per recuperare pienamente la funzionalità fisica, la forza e la coordinazione, specialmente se l'obiettivo è tornare a praticare sport o attività ad alta intensità. Non si tratta solo di riabilitare l'area interessata, ma di rieducare l'intero corpo al movimento e prevenire recidive.
Fasi della Riatletizzazione Generalmente, il percorso di riatletizzazione si articola in diverse fasi progressive, che possono variare in base alla specifica patologia o infortunio, all'intervento chirurgico subito (se presente), e alle condizioni individuali del paziente. Non esistono limiti temporali rigidi per ogni fase, in quanto il recupero è soggettivo.
Fase 1: Risoluzione del dolore e dell'infiammazione. Obiettivo: Ridurre il dolore, il gonfiore e l'infiammazione acuta. Attività: Terapie strumentali (es. tecarterapia, ultrasuoni, laser), terapie manuali (massaggi, mobilizzazioni delicate), ghiaccio, riposo relativo, e mobilizzazione passiva o assistita (es. Kinetec per il ginocchio) per mantenere l'articolarità senza sovraccarichi.
Fase 2: Recupero dell'articolarità e mobilità. Obiettivo: Ristabilire il range di movimento completo e fisiologico dell'articolazione interessata. Attività: Esercizi di mobilità attiva e passiva, stretching delicato, esercizi in acqua (idrokinesiterapia) per facilitare il movimento grazie alla spinta di Archimede.
Fase 3: Recupero della forza muscolare. Obiettivo: Ricostruire il tono e la forza muscolare, spesso atrofizzati a causa dell'inattività. Attività: Esercizi isometrici (contrazione muscolare senza movimento articolare, es. wall-sit per il quadricipite), esercizi isotonici a catena cinetica chiusa (es. squat, leg press, affondi) che sono più sicuri e funzionali, e successivamente a catena cinetica aperta (es. leg extension, leg curl) con carichi progressivi. Si inizia con carichi leggeri e si aumentano gradualmente.
Fase 4: Recupero della coordinazione, equilibrio e pattern neuromotori (propriocettività). Obiettivo: Migliorare la capacità del corpo di percepire la propria posizione nello spazio e di reagire in modo adeguato agli stimoli, riducendo il rischio di nuovi infortuni. Attività: Esercizi su superfici instabili (tavolette propriocettive, bosu, cuscini propriocettivi), esercizi di equilibrio monopodalico, camminate su percorsi irregolari, salti controllati, esercizi di coordinazione con movimenti complessi.
Fase 5: Recupero delle gestualità sport-specifiche e ritorno all'attività. Obiettivo: Preparare il corpo a tornare all'attività sportiva o quotidiana a pieno regime, simulando le condizioni reali del gesto atletico o delle attività. Attività: Esercizi di agilità (cambi di direzione, corsa laterale, skip, carioca), training pliometrico (salti con diverse varianti, box jump), simulazioni di situazioni di gioco (per gli sportivi), esercizi con la palla (per gli sport di squadra), aumentando gradualmente l'intensità e la complessità. In questa fase è fondamentale il monitoraggio costante da parte del terapista e del preparatore atletico.
Punti chiave per una riatletizzazione efficace: • Valutazione iniziale: Indispensabile per stabilire un punto di partenza e definire obiettivi realistici. Spesso vengono utilizzati test funzionali e isocinetici. • Gradualità: È fondamentale procedere per piccoli passi, evitando di forzare i tempi. Un rientro troppo precoce o aggressivo può portare a recidive o nuovi infortuni. • Personalizzazione: Ogni percorso deve essere adattato alle esigenze specifiche dell'individuo, tenendo conto dell'età, del livello di attività precedente, del tipo di infortunio e della risposta del corpo. • Comunicazione: Un dialogo aperto tra paziente, medico, fisioterapista e preparatore atletico è cruciale per monitorare i progressi e apportare eventuali modifiche al programma. • Prevenzione: La riatletizzazione non è solo un recupero, ma anche un'opportunità per identificare e correggere eventuali debolezze che potrebbero predisporre a futuri infortuni. • Fattore psicologico: La lunga degenza e il percorso riabilitativo possono essere demotivanti. È importante sostenere il paziente anche da questo punto di vista, celebrando ogni piccolo progresso.
Costi della Riatletizzazione I costi della riatletizzazione possono variare notevolmente a seconda di diversi fattori, tra cui: Tipo di struttura, qualifica del professionista, numero e frequenza delle sedute, tipologia di trattamenti.
In generale, una singola seduta di riatletizzazione o fisioterapia può costare tra i 40€ e gli 100€ o più, a seconda della durata e del contenuto della sessione. È sempre consigliabile richiedere un preventivo personalizzato e verificare la possibilità di convezioni con il Servizio Sanitario Nazionale, sebbene per la riatletizzazione sportiva o avanzata si ricorra sempre a percorsi privati.
a cura del dott. Domenico Aliperta, Dott. In Scienze delle Attività Motorie Preventive - Adattative - Riabilitative




