Le adenoidi (tonsille faringee) e le tonsille palatine sono tessuti linfatici posti a baluardo difensivo delle vie respiratorie: costituiscono il cosiddetto "anello di Waldeyer".
Durante l'infanzia, hanno un ruolo essenziale per la difesa del corpo dai microorganismi che entrano attraverso le prime vie aeree, naso e bocca. Sono infatti ricche di cellule immunitarie e producono attivamente anticorpi contro i patogeni. La loro posizione è strategica come "sentinelle immunitarie" in una delle principali porta di ingresso dei germi.
Dopo l'infanzia, una volta che l'organismo ha imparato a conoscere la maggior parte dei microbi più comuni e a difendersi da essi, il loro ruolo diventa meno centrale e la funzione si riduce.
L'adenoidectomia è l'intervento chirurgico di asportazione delle adenoidi, la tonsillectomia quello di rimozione delle tonsille palatine, l'adenotonsillectomia di entrambe. Questi interventi vengono effettuati quando tali tessuti si ingrossano eccessivamente (ipertrofia adeno-tonsillare), associandosi a problemi per la salute.
I disturbi correlati all'ipertrofia adeno-tonsillare possono essere:
1. Problemi respiratori (ostruzione delle alte vie aeree, respirazione orale, russamento, apnee ostruttive notturne, scarsa qualità del sonno con sudorazione, risvegli notturni e sonnolenza diurna, deficit di attenzione, comportamento irritabile, cefalea, scarso rendimento scolastico);
2. Infezioni ricorrenti (tonsilliti, riniti, adenoiditi, otiti medie, sinusiti);
3. Problemi alimentari (disfagia ossia difficoltà a deglutire).
4. Disturbi uditivi e del linguaggio (voce nasale, difficoltà nella fonazione), da aumento di volume delle adenoidi;
5. Alterazioni facciali e dentarie (da insufficiente respirazione nasale cronica): facies adenoidea (bocca sempre aperta, volto allungato, palato ogivale), malocclusioni dentarie.
Attualmente, tuttavia, l'indicazione all'intervento di adenotonsillectomia non è più così frequente nei bambini come in passato, preferendo quando possibile la "vigile attesa" con terapia medica. Questo tenendo conto del fatto che almeno le adenoidi tendono a ridursi spontaneamente con la crescita, oltre a poter ricrescere se asportate troppo precocemente, mentre le infezioni sono frequenti nei bambini, per la naturale immaturità immunologica, ma proprio in virtù delle frequenti infezioni il sistema immunitario "si fa le ossa" e passata la fase critica diventano meno comuni.
Le linee guida attuali pongono come indicazioni all'intervento chirurgico: Apnee ostruttive del sonno (OSAS); tonsilliti ricorrenti: almeno 7 episodi in un anno o 5 episodi l'anno per 2 anni consecutivi o 3 episodi l'anno per 3 anni consecutivi; otiti medie ricorrenti e/o otite sierosa cronica con perdita dell'udito o ritardo del linguaggio; ascesso peritonsillare o tonsillite cronica. Nonostante queste linee guida molto stringenti, una ricerca dell'Università di Birmingham che hanno esaminato 1,6 milioni di cartelle cliniche di più di 700 medici britannici ha concluso che su circa 18.000 bambini sottoposti all'intervento di tonsillectomia, solo l'11,7% dei casi era indispensabile: 7 interventi di tonsillectomia su 8 non erano necessari.
Per una diagnosi corretta e una giusta indicazione terapeutica sono necessari la visita otorinolaringoiatrica con accurata anamnesi, esame obiettivo (valutazione delle dimensioni delle tonsille in gradi 0–4, dove il grado 4 indica tonsille che si toccano sulla linea mediana); otoscopia; Fibroscopia nasale per l'esplorazione delle adenoidi; Polisonnografia per la diagnosi di "sindrome delle apnee ostruttive del sonno" (OSAS: Obstructive Sleep Apnea Syndrome). Il test misura i movimenti toraco-addominali, la saturazione di ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca, il flusso aereo nasale, la frequenza degli episodi di apnea/ipopnea. La polisonnografia può essere registrata per tutta la notte o, in forma abbreviata, durante il sonnellino pomeridiano. Un indice di apnea-ipopnea ostruttiva di 5-10 indica OSAS moderata-severa.
A volte, se si è in presenza solo di un problema meccanico, senza episodi infettivi ricorrenti, può essere proposto l'intervento di adenoidectomia e tonsillectomia intracapsulare (tonsillotomia), che prevede solo riduzione del volume delle tonsille. L'adenotonsillectomia si esegue in anestesia generale, dura 20-60 minuti e richiede una breve degenza. È gravato da un basso rischio di complicanze (quali emorragie o nausea e vomito).
È normale che dopo l'intervento il bambino presenti: dolori a gola e orecchio, eventualmente febbre, inappetenza, comparsa nella zona dalla quale sono state asportate le tonsille di patina biancastra (è la fibrina cicatriziale). La ripresa dell'alimentazione deve avvenire in maniera graduale, con cibi non caldi e semiliquidi/morbidi, evitando alimenti piccanti, salati, acidi, bibite gassate.




