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Salute

Giornata mondiale dell'Epatite

di Redazione · agosto 2025

Giornata mondiale dell'Epatite

Perché una Giornata mondiale - Ogni 28 luglio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) celebra la Giornata mondiale dell'Epatite, per informare e sensibilizzare la popolazione sull'importanza di proteggere il fegato dal rischio di epatite e su come fronteggiarla.

La data prescelta è quella della nascita di Baruch Blumberg (28 luglio 1925), il biochimico statunitense insignito del premio Nobel per la Medicina per aver scoperto nel 1967 il virus dell'Epatite B e sviluppato il primo vaccino.

Si stima che il fegato svolga oltre 500 funzioni vitali nell'organismo, controllando metabolismo, detossificazione, immunità, digestione, coagulazione e funzione di tutti gli altri organi. Proprio per il suo ruolo centrale è un organo molto esposto ad ammalarsi. Le malattie del fegato tendono a rimanere latenti, in quanto non ha recettori del dolore e manifesta sintomi del suo malessere spesso quando il danno è avanzato.

La causa più comune di danno epatico è l'epatite. Di solito le epatiti riconoscono causa virale: più raramente sono in gioco alcol, tossici, malattie metaboliche, autoimmunità. Più di 6mila persone vengono infettate dall'epatite virale ogni giorno nel mondo.

Le epatiti virali - Le epatiti virali sono malattie infiammatorie a carico delle cellule del fegato (epatociti) causate da virus epatotropi, cioè che hanno come caratteristica la capacità di attaccare e distruggere (necrosi) gli epatociti. Esistono 5 tipi principali di virus specifici del fegato, responsabili dell'epatite A, B, C, D, E (virus epatitici maggiori).

L'Epatite A (HAV) si trasmette principalmente per via oro-fecale: il virus è eliminato dalla persona infetta con le feci da circa 10 giorni prima dell'insorgenza dei sintomi fino a una settimana dopo ed entra nel nuovo ospite per via orale. Il virus si contagia attraverso il consumo di acqua o cibo contaminato crudo o poco cotto o per contatto stretto e diretto con persone infette. Può manifestarsi sia con casi sporadici che con focolai epidemici in piccole comunità. Ha un'incubazione da 2-5 settimane fino a un massimo di 2 mesi. Negli ultimi anni, la diffusione del virus A sta crescendo in Europa tra popolazioni socialmente vulnerabili, come nella comunità Rom, nelle persone senzatetto, in quelle che vivono in cattive condizioni igieniche e con accesso limitato alle cure, nei tossicodipendenti per via endovena. L'epatite A sta anche emergendo come malattia sessualmente trasmissibile nelle comunità omosessuali. È più grave in età avanzata, in presenza di malattie epatiche croniche, nei soggetti immunodepressi.

L'Epatite B (HBV) si trasmette principalmente per via parenterale, attraverso il contatto con sangue infetto: trasfusioni di sangue, siringhe di droghe endovena, strumenti infetti es. interventi chirurgici, cure odontoiatriche, emodialisi, manicure/pedicure, tatuaggi e pierging, condivisione di spazzolini, forbici, rasoi. Altre vie di contagio sono rapporti sessuali non protetti o da madre a figlio durante il parto. Ha un'incubazione da 1-2 mesi fino a un massimo di 6 mesi.

L'Epatite C (HCV) si trasmette principalmente attraverso il contatto con sangue infetto, soprattutto mediante condivisione di siringhe per uso di droghe per via endovenosa (i tossicodipendenti endovena sono la popolazione più colpita); raramente attraverso rapporti sessuali non protetti (è meno infettante del B). Ha un periodo di incubazione da 1 a 6 mesi.

L'Epatite D o Delta (HDV) si presenta solo in associazione con l'infezione da HBV ("virus satellite", che necessita della presenza del virus B per replicarsi) e ne condivide le stesse vie di trasmissione (via ematica, sessuale o perinatale). La coesistenza dei due virus aumenta i rischi di insufficienza epatica acuta, cronicizzazione e cancro al fegato.

L'Epatite E (HEV) si trasmette principalmente per via oro-fecale, come l'epatite A, ma può essere trasmessa anche attraverso il consumo di carne di maiale o cinghiale cruda o poco cotta. Risulta particolarmente pericolosa in gravidanza, in particolare al terzo trimestre. Altri virus epatitici identificati, di incerto impatto clinico, sono F, G, TT, SEN. Anche altri virus possono aggredire il fegato, pur non essendo specifici per quest'organo (virus epatitici minori): Epstein-Barr Virus (mononucleosi), Citomegalovirus, Herpes virus, Coxsackie, Febbre gialla.

Epatiti acute - Le Epatiti virali acute possono essere asintomatiche (più spesso nei bambini) o manifestarsi con: febbre, malessere generale, stanchezza, nausea e vomito, anoressia, dolore addominale, diarrea, ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), urine ridotte e scure e feci chiare (acoliche), prurito. Le forme acute di solito si risolvono in tempi da 1-2-mesi (epatite A ed E) ai 3-4 mesi (epatite B e D), ma in rari casi possono portare a insufficienza epatica fulminante, richiedendo un trapianto di fegato d'urgenza.

Epatiti croniche- Le forme croniche (durata maggiore di 6 mesi) sono causate solo da HBV (5-10% delle infezioni) e HCV (che cronicizza nel 60-85% dei casi): possono restare silenti per anni e portare a complicanze gravi come fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare. L'epatite cronica è tra le principali cause di cancro al fegato. Le epatiti croniche colpiscono oltre 300 milioni di persone nel mondo: 254 milioni di persone vivono con l'epatite B e 50 milioni con l'epatite C. Causano oltre 1,3 milioni di decessi l'anno per cirrosi e carcinoma epatocellulare: l'83% provocati dall'epatite B e il 17% dall'epatite C.

Diagnosi- La diagnosi di epatite avviene attraverso esami del sangue (aumento di transaminasi, gamma-GT e altri enzimi epatici, di bilirubina se c'è ittero, presenza di anticorpi e/o antigeni specifici che sono marker del virus in causa) ed ecografia dell'addome. Purtroppo, molte volte la diagnosi sfugge. Una diagnosi tempestiva è importante sia per intervenire prima che si arrivi a complicazioni con danno irreversibile dell'organo, sia per interrompere la circolazione del virus impendendo nuove infezioni. Gli screening andrebbero estesi anche alle popolazioni a bassa prevalenza e assenza di fattori di rischio comunemente riconosciuti. Si stima per esempio che in Italia circa 280mila persone convivano con l'epatite C senza saperlo. Individuare queste infezioni asintomatiche potrebbe consentire di curarle precocemente riducendo la trasmissione del virus e la progressione della malattia.

Dal 2020 è attivo un programma nazionale di screening gratuito per l'epatite C, rivolto ai cittadini nati tra il 1969 e il 1989 e per gruppi particolarmente vulnerabili, come gli utenti dei Servizi per le Dipendenze (SerD) e ai detenuti in carcere. I fondi vengono rinnovati di anno in anno. Gli esperti chiedono di ampliare la fascia coperta e renderlo strutturale, permanente. Finora sono 14 le Regioni che hanno attivato lo screening. Uno studio a cura della Piattaforma PITER (Piattaforma Italiana per lo studio delle TeraPie delle Epatiti viRali) dell'Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con CEIS dell'Università di Tor Vergata ha stimato che uno screening allargato alla coorte 1948-1988 porterebbe a una riduzione in 10 anni di circa 5.600 decessi, 3.500 epatocarcinomi e/o oltre 3000 scompensi epatici. In Italia si stimano circa 280 mila persone con HCV asintomatiche e pertanto non diagnosticate. L'allargamento dello screening ai nati prima del 1969 porterebbe ad un importante vantaggio in guadagno di salute.

Terapia- Per le epatiti acute il cardine della terapia è riposo, supporto nutrizionale, stile di vita sano. Per l'epatite C la possibilità di cura è stata rivoluzionata dalla disponibilità di farmaci antivirali ad azione diretta per via orale, come il sofosbuvir/daclatasvir pangenotipico, in grado di eliminare completamente (SVR: risposta virologica sostenuta) tutti i principali genotipi del virus HCV (1-6) in 8-12 settimane nel 95-98% dei pazienti, senza effetti collaterali di rilievo. Nelle epatiti croniche B, l'obiettivo è invece il controllo dell'infezione, ottenendo una soppressione virale a lungo termine, ma non è attualmente curabile in modo definitivo (il virus rimane in forma latente nel DNA epatico). Si utilizzano antivirali orali a lunga durata quali Tenofovir, Entecavir, da assumere a vita. Nei casi di compromissione irreversibile delle funzioni del fegato si può pensare al trapianto d'organo.

Vaccini - Contro i virus A e B esistono vaccini sicuri ed efficaci. Il vaccino anti-epatite B è obbligatorio in Italia per tutti i bambini dal 1991. Si pratica alla nascita per i figli di madre infetta. Il vaccino protegge anche dall'Epatite Delta. Il vaccino per l'epatite A è consigliato come profilassi post-esposizione per i contatti stretti di casi accertati o prima di viaggi in aree endemiche.

Obiettivi OMS- Per la Giornata del 28 luglio 2025, l'OMS ha lanciato l'obiettivo globale di eliminare l'epatite virale come minaccia per la salute pubblica entro il 2030. Raggiungere questo traguardo significa rafforzare la vaccinazione contro l'epatite B, garantire pratiche sicure di iniezione e trasfusione, ampliare l'accesso a test e terapie, integrandoli nei servizi di assistenza primaria e nei programmi di salute pubblica già esistenti, come la sorveglianza delle malattie a trasmissione per via sessuale.