Luglio 2026 · Anno XXIIIIl mensile gratuito della Penisola Sorrentina
Salute

"Mamma, che hai detto?" Breve vademecum per sordità infantili

di Redazione · agosto 2025

"Mamma, che hai detto?" Breve vademecum per sordità infantili

Il bambino apprende il linguaggio verbale mediante la ripetizione degli stimoli acustici che percepisce. È quindi necessario che ci siano:

• integrità anatomica e funzionale dell'apparato uditivo e vocale; • sviluppo normale delle capacità intellettive; • ambiente ricco di stimoli sonori, linguistici e affettivi.

Una grave compromissione o l'assenza dell'udito (bilaterale e persistente) interferisce fortemente con le capacità espressive del bambino. Indispensabile la diagnosi precoce e la tempestiva correzione del danno uditivo.

Già durante i primissimi giorni di vita è possibile, nello screening neonatale al neonato viene somministrato un semplice ma efficace test non invasivo, che consente di individuare soggetti con sospetta ipoacusia.

Lo screening uditivo neonatale, e applicato in tutte le strutture ospedaliere, consente di valutare in un tempo molto breve (circa 10 secondi) la capacità uditiva del neonato. L'esame utilizza sofisticate apparecchiature atte a registrare le onde sonore emesse dall'orecchio interno (coclea) in risposta ad un suono (click), inviato attraverso un microfono miniaturizzato, introdotto nel canale uditivo del bambino. Infatti, quando l'orecchio interno percepisce uno stimolo sonoro, oltre a trasmettere gli impulsi al cervello, genera a sua volta segnali acustici, le otoemissioni. Qualora l'esame evidenzi una risposta dubbia, è necessario che il bambino venga esaminato a breve scadenza per indagarne, in maniera più dettagliata, la funzione uditiva.

L'esame delle otoemissioni e gli altri test iniziali risultano efficaci solo in caso di sordità severa e bilaterale. Non rilevano, tuttavia, perdite uditive di minore entità: infatti, circa il 70% di queste, emergono in tempi successivi e in ambito familiare.

Quello che segue è un breve questionario che ha la finalità di sensibilizzare e "preparare" il genitore all'osservazione del bambino per monitorare i diversi comportamenti e la capacità uditiva del piccolo. Barrate rispondendo si/no: se emergono delle difficoltà, rivolgetevi al vostro pediatra.

3-6 mesi: • piange se sollecitato da un forte rumore • riconosce e viene tranquillizzato dalla voce della mamma • l'alternanza di suoni deboli e forti, l'assenza e la presenza del suono generano in lui reazioni (ad esempio spalanca o socchiude gli occhi) • produce e ripete frequentemente suoni vocalici • reagisce alla presenza di persone nella stanza e alla porta che si apre • reagisce alla preparazione del biberon

6-9 mesi (epoca della lallazione) • volge il capo verso la fonte sonora o nella direzione di chi parla • smette di piangere quando la mamma lo chiama • inizia la lallazione ("gioco vocale" caratterizzato dalla produzione di sillabe costituite da consonanti semplici e visibili –p, m, b- e suoni vocalici) • reagisce fermandosi quando gli parlate • inizia ad interessarsi a giochi sonori • suoni familiari iniziano ad evocare reazioni (il rumore del cucchiaino nel piatto, ad esempio, riporta all'ora della pappa)

9-12 mesi (epoca della comprensione) • si muove e se gira se chiamato per nome; riconosce, inoltre, il nome degli altri membri della famiglia, anche se assenti • gira la testa in ogni direzione alla ricerca del suono "interessante" • emette suoni per attirare l'attenzione • capisce il significato di "ciao", "no", "andiamo" • è attento alla musica • interpreta le diverse intonazioni

12-18 mesi (fase locutoria) • emette le prime parole (mamma, papà) • comprende le richieste semplici ("dammi la palla") • comprende le domande semplici ("come ti chiami?") • inizia ad interagire verbalmente con i genitori • imita il suono di parole e rumori nuovi • riconosce il nome dei suoi giocattoli • saluta a comando • è attratto dallo squillo del telefono e dal campanello di casa • identifica le parti del corpo • balla quando sente la musica

18-24 mesi • circa 20 parole a 18 mesi • circa 200 parole a 22-24 mesi • usa la frase bitermine ("più acqua") • riesce ad eseguire due richieste ("prendi la palla e portala da me") • comprende numerose parole (oggetti di uso comune, animali) • risponde con si-no alle domande • risponde quando lo si chiama da un'altra stanza • vuole comunicare per esprimere i suoi bisogni • si arrabbia se gli adulti non lo capiscono

3 anni • struttura la frase semplice • usa i pronomi "io" e "tu" • possiede un vocabolario più ampio (circa 1000 parole) • affina e perfeziona la produzione linguistica • pone domande • comprende il significato di "fuori", "dentro", "sopra", "sotto" • ascolta le storie e le favole • presta attenzione ai richiami verbali di pericolo • parla e ascolta al telefono • comprende la conversazione • comprende anche qualche termine astratto

Osservate il vostro piccolo e confrontate i suoi progressi con le diverse tappe riportate in questo breve schema riassuntivo.

Evitate di fare prove di controllo dell'udito "fai da te" (battere le mani, fare rumori con le pentole), che potrebbero solo indurre dubbi.

Ricordate che nessun bimbo è troppo piccolo per essere sottoposto ad un esame dell'udito.

Parlate al vostro pediatra, se avete il sospetto che il vostro piccolo non senta bene o ritarda il raggiungimento delle tappe dello sviluppo del linguaggio.

Dott.ssa Mariarosaria d'Esposito Logopedista Tel. 338.31.91.494 email: bettyroz@yahoo.it