Molti bambini e studenti non vanno volentieri a scuola ed il suono della campanella può essere il loro incubo. Secondo voi perché???
La difficoltà di separazione dalla mamma (per i più piccini), l'intolleranza alle regole scolastiche, la scarsa integrazione con il gruppo di coetanei o le difficoltà di apprendimento rappresentano le cause più frequenti.
Le motivazioni possono essere molteplici e spesso indagarle può richiedere tempi lunghi. Così accade che i primi anni, il primo approccio con la scuola e con l'apprendimento didattico, vengano vissuti dal bambino con la frustrazione di chi viene definito "distratto" o "svogliato".
Un approccio non semplice con la scuola può essere segno e sintomo di diverse problematiche: tra le possibili cause, il disturbo dell'apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia).
Ancora oggi, nonostante l'aumentata sensibilità al problema, i tempi per arrivare alla diagnosi, sono sempre inesorabilmente lunghi. Solo quando il bambino inizia a leggere e scrivere ci si accorge della difficoltà.
Ma è possibile rendersene conto in età prescolare, in modo da intervenire tempestivamente?
Numerosi studi hanno dimostrato come già in epoca precoce e prescolare l'osservazione dei comportamenti linguistici e motori consenta l'identificazione dei bambini a rischio di DSA.
Alcuni segni, già all'età di 4-5 anni (come suggerito dalle più recenti Linee Guida) possono essere significativi: la difficoltà nel memorizzare, nel ripetere filastrocche e rime, nell'associare i suoni alle lettere e i numeri al corrispondente simbolo grafico, l'incapacità a prestare attenzione in maniera prolungata. Altri importanti elementi, prettamente linguistici, possono essere rivelatori di una possibile difficoltà di apprendimento: il disinteresse per giochi con suoni verbali, la pronuncia non sempre corretta, l'incapacità a comporre e scomporre i suoni delle parole (spelling). Può risultare, inoltre, deficitario in questi bambini l'orientamento spaziale e temporale, la gestione dello spazio grafico e l'esecuzione di giochi logico-sequenziali.
In alcune scuole italiane in via sperimentale è stata promossa un'operazione di screening per i bambini di 4-5 anni. L'intervento, di carattere preventivo, che ha coinvolto in uno sforzo comune docenti ed operatori sanitari, mediante l'uso di un test standardizzato, ha consentito l'identificazione precoce di soggetti "a rischio", inseriti poi in percorsi educativo-riabilitativi.
Lo screening su larga scala consente un intervento precoce, previene le difficoltà di lettura e scrittura e minimizza per il bambino l'impatto emotivo che il deficit può provocare all'interno del contesto scolastico e fuori da esso.
Mi auguro che il nuovo anno scolastico regali quest'attenzione e cura a tutti i bambini e futuri studenti del mio paese.
Dott.ssa Mariarosaria d'Esposito, Logopedista, Tel. 338.31.91.494, email: bettyroz@yahoo.it




