L'INFLUENZA - L'influenza umana è una malattia respiratoria acuta causata dai virus influenzali di tipo A e B; i virus dell'influenza A sono classificati in sottotipi basati su due proteine di superficie: emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). I virus influenzali sono capaci di dar luogo a epidemie molto diffusive grazie alla facilità di trasmissione: sia diretta, attraverso le goccioline respiratorie (droplets) di starnuti e tosse, sia indiretta, per la contaminazione di mani, oggetti e superfici da parte delle secrezioni respiratorie infette. L'incubazione va da 1 a 4 giorni e la contagiosità dura dal giorno prima dell'inizio dei sintomi a 5-7 giorni dopo; per i bambini e le persone con un sistema immunitario indebolito anche 10 o più giorni. Il virus non lascia immunità permanente, per cui ogni anno si può contrarre di nuovo. Nei climi temperati, come in Italia, le epidemie hanno un decorso stagionale durante l'inverno.
L'IMPATTO DELL'INFLUENZA - L'influenza rappresenta un serio problema di sanità pubblica per: il rilevante numero di casi; i costi diretti (assistenza degli ammalati; gestione di complicazioni quali otiti medie, bronchiti o polmoniti, miocardite, encefalite; uso eccessivo di farmaci e antibiotici; ricoveri, esiti infausti); costi indiretti (pressione sui servizi sanitari; perdita di produttività per assenteismo scolastico e lavorativo; diffusione dell'antimicrobico resistenza). A maggior rischio di complicazioni sono: bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani, persone fragili (per deficit della risposta immune o malattie croniche). In tutto il mondo, si stima che le epidemie annuali causino da 3 a 5 milioni di casi di malattia grave e da 290.000 a 650.000 decessi. Il tasso di mortalità complessivo stimato è di 13,8 decessi ogni 100.000 persone ogni anno. Il 90% dei decessi si verifica in persone con condizioni cliniche croniche di base. In Europa, ogni anno, si infetta il 10-30% della popolazione, con dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici, centinaia di migliaia di ricoveri e 15.000/70.000 decessi.
L'EPIDEMIA DELLA SCORSA STAGIONE IN ITALIA - L'epidemia influenzale dello scorso anno è stata la più intensa mai registrata in Italia, avendo contato, secondo i dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità (Iss), oltre 16 milioni di casi di sindromi simil-influenzali (influenza-like-illness, ILI), pari a circa un quinto della popolazione (il 20%), con oltre 600 forme gravi, quali gravi infezioni respiratorie acute (Sari) e sindromi da distress respiratorio acuto (Ards), ricoverate presso i reparti di Terapia intensiva e/o sottoposte a terapia Ecmo (Ossigenazione Extracorporea a Membrana); registrati 134 morti. Ricoveri e decessi si sono verificati soprattutto tra i non vaccinati. Il sottotipo A(H1N1) è risultato predominante; molte forme sono state dovute ad altri patogeni respiratori, come SARS-CoV-2, Virus respiratorio sinciziale, Rhinovirus, Parainfluenzali, Adenovirus.
PREVISIONE PER LA STAGIONE 2025-26 - Dopo una simile stagione da record, anche per quest'anno si prospetta una circolazione virale sostenuta, come emerge dai dati dell'emisfero australe, che hanno registrato aumento del 70% delle infezioni e del 50% delle ospedalizzazioni: Si tratta di dati tradizionalmente predittivi, in quanto l'Australia precede il nostro emisfero di sei mesi nella stagione influenzale. Si prevedono anche quest'anno fino a 16 milioni di Italiani colpiti.
LA SORVEGLIANZA - Il sistema di sorveglianza delle ILI, attivo dalla stagione 1999/2000, si basa su una rete di Pediatri di libera scelta (PLS) e Medici di medicina generale (MMG), definiti "Medici sentinella" che raccolgono i casi settimanali, sotto il coordinamento del Reparto di epidemiologia, biostatistica e modelli matematici del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss. I risultati relativi all'andamento nazionale dell'epidemia sono pubblicati con cadenza settimanale nel Rapporto RespiVirNet di sorveglianza virologica.
IL VACCINO CONTRO L'INFLUENZA - La vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace per prevenire l'influenza e le sue complicanze, proteggere le persone vulnerabili e ridurre l'impatto sulla salute pubblica. Vaccinarsi è un atto di responsabilità verso se stessi e la comunità.
COPERTURE VACCINALE - Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale del Ministero (PNPV) 2023-2025, in linea con le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), punta a una copertura minima del 75% tra gli over 65, con l'obiettivo ottimale del 95%. La copertura vaccinale tra gli over 65 si è attestata lo scorso anno in Italia appena sopra il 50%, in lieve flessione rispetto all'anno precedente, mentre nella popolazione generale è arrivata solo al 19%.
QUANDO VACCINARSI - Il virus inizia a circolare da ottobre, con picco a gennaio. Dato che il vaccino richiede circa due settimane per stimolare una risposta immunitaria adeguata, va programmato tra ottobre e dicembre, ma è possibile effettuarlo in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si sono già avuti uno o più episodi simil-influenzali.
CHI VACCINARE - Secondo la circolare del Ministero della Salute 2025-2026, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente a due classi di persone: A) per Protezione diretta, a chi ha maggior rischio di complicanze in corso di influenza: persone oltre 60 anni, donne in gravidanza in qualunque trimestre e nel post partum, bambini dai 6 mesi ai 6 anni, bambini o adolescenti in terapia cronica con acido acetilsalicilico, persone fragili (malati cronici e immunodepressi), persone ricoverate presso strutture per lungodegenti. B) per Protezione indiretta, a coloro che potrebbe trasmettere l'influenza a chi è ad alto rischio di complicanze: persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo (medici e personale sanitario/sociosanitario, forze di polizia, vigili del fuoco), familiari e contatti di persone fragili, donatori di sangue. A questi vanno aggiunte le persone che, per motivi di lavoro, sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, per il rischio di salto di specie (spill over) dagli animali all'uomo. Dopo aver vaccinato le categorie di popolazione eleggibili, il vaccino può essere praticato a chiunque lo richieda, anzi estendere la copertura alle persone non a rischio (bambini, adolescenti e adulti in buona salute), che possono fungere da diffusori della trasmissione, potrebbe ridurre significativamente la circolazione virale (effetto gregge) proteggendo anche chi non può essere vaccinato (esempio lattanti nei primi sei mesi) e chi potrebbe avere una risposta immune più debole, come anziani e persone con patologie croniche
COMPOSIZIONE DEI VACCINI - Le variazioni antigeniche annuali dei ceppi di virus influenzali (deriva antigenica) richiede che i vaccini antinfluenzali vengano riformulati ogni anno. Le raccomandazioni dell'Oms sulla composizione dei vaccini contro i virus influenzali per l'emisfero settentrionale sono rese disponibili nel mese di febbraio di ogni anno. Per la stagione 2025-26, l'Oms ha indicato vaccini trivalenti, con 2 virus A (H1N1 e H3N2) e un virus B (Victoria). I vaccini quadrivalenti, in cui è presente anche il virus B/ Yamagata non sono più ritenuti necessari in quanto da marzo 2020 il ceppo sembra essersi estinto. L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato, con la determina n. 536/2025 pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'8 settembre, l'aggiornamento della composizione dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2025-26, secondo le indicazioni dell'Oms e dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema).
MODALITA' DI SOMMINISTRAZIONE - Una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per le persone oltre i 9 anni di età o già vaccinate in precedenza, mentre sotto i 9 anni se ci si vaccina per la prima volta si raccomandano due dosi di vaccino, a distanza di almeno quattro settimane. I vaccini antinfluenzali inattivati vanno somministrati per via intramuscolare, nel muscolo deltoide sopra i 2 anni, sotto i 2 anni nella faccia antero-laterale della coscia. Il vaccino antinfluenzale vivo attenuato viene somministrato come spray per via nasale. La dose intramuscolare è 0,5 ml, quella nasale 0,2 ml.
TIPOLOGIE DI VACCINI - I vaccini antinfluenzali possono essere inattivati, da somministrare per via intramuscolare (sono split e a subunità) o attivati (il tipo nasale). 1. Vaccino Inattivato Trivalente (VIT): è sviluppato su uova embrionate di pollo; è indicato: nei bambini sani nella fascia di età 6 mesi- 6 anni, nelle persone dai 7 anni ai 59 anni affette da patologie di base, nelle persone dai 60 anni ai 64 anni indipendentemente dallo stato di salute, nelle donne in qualsiasi trimestre della gravidanza e nel postpartum. 2. Vaccino inattivato Trivalente coltivato su colture cellulari (VITcc): è completamente privo di proteine delle uova. È autorizzato per l'uso in bambini e adulti di età superiore ai 6 mesi di età. 3. Vaccino Trivalente a DNA ricombinante (VITr): è prodotto mediante tecniche di ingegneria genetica senza utilizzare materiale del virus selvaggio. È indicato dai 18 anni di età. 4. Vaccino Inattivato Trivalente adiuvato (VITa): contiene una sostanza adiuvante che facilita l'adeguata risposta immunitaria. È indicato nelle persone di età pari o superiore a 50 anni. Si raccomanda a soggetti di età compresa tra 60 e 64 anni in presenza di patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza e in soggetti di età dai 65 anni ai 74 anni di età indipendentemente dallo stato di salute. 5. Vaccino inattivato Trivalente ad alto dosaggio (VIThd): contiene un maggior quantitativo di emoagglutinina per ciascun ceppo virale per garantire una maggiore risposta immunitaria. È indicato nelle persone di età pari o superiore a 60 anni. Si raccomanda ai soggetti di età pari o superiore a 75 anni indipendentemente dallo stato di salute e ai soggetti ospiti e residenti di RSA o ricoverati nelle strutture per lungodegenza. 6. Vaccino Vivo Attenuato Trivalente (LAIV): è autorizzato per l'uso nasale in bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 18 anni.
VACCINI IN PERSONE ALLERGICHE AL LATTICE - Ogni anno Aifa pubblica le informazioni relative all'assenza di lattice/latex/gomma naturale nelle diverse componenti dei confezionamenti primari (siringhe pre-riempite, nebulizzatore, ecc.). Tale informazione risulta di estrema importanza per le persone allergiche al lattice che necessitano della copertura vaccinale, le quali, in caso di presenza di lattice anche in tracce, nelle diverse componenti delle siringhe pre-riempite (es. cappuccio, pistone, tappo), sarebbero esposte al rischio di reazioni allergiche.
CONTROINDICAZIONI AL VACCINO - 1. Storia di reazione allergica grave o anafilassi a una precedente dose di vaccino o a uno qualsiasi dei componenti del vaccino, ad esclusione delle proteine dell'uovo. 2. Lattanti al di sotto dei sei mesi. 3. Sindrome di Guillain-Barré insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale. 4. Malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre. 5. Cautela nella somministrazione per via intramuscolare nelle persone con trombocitopenia o disturbo della coagulazione.
Inoltre, il LAIV non deve essere somministrato nei seguenti casi: 1. storia di anafilassi a seguito dell'esposizione ai principi attivi, a uno qualsiasi degli eccipienti (ad es. gelatina) o alla gentamicina; 2. bambini e adolescenti con immunodeficienza clinica; 3. bambini e adolescenti che assumono una terapia a base di salicilati; 4. bambini e adolescenti affetti da asma severo o da dispnea attiva; 5 asplenia anatomica o funzionale; 6. gravidanza; 7. cautela nelle persone con perdita di liquido cefalorachidiano e nella settimana precedente ad intervento di impianto cocleare e nelle due settimane successive; 8. contatti stretti e caregiver di persone gravemente immunocompromesse.
FALSE CONTROINDICAZIONI • infezione influenzale asintomatica; • allergia alle proteine dell'uovo; • gravidanza, in qualsiasi momento (ad eccezione del vaccino LAIV); • allattamento; • infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite (salvo il LAIV).
SOMMINISTRAZIONE SIMULTANEA DI PIÙ VACCINI - La co-somministrazione del vaccino antinfluenzale con altri vaccini è possibile senza problemi.
REAZIONI AVVERSE - Gli effetti indesiderati comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale intramuscolare consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione. Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione e della durata di 1 o 2 giorni. Ai fini della segnalazione di eventuali eventi avversi, si raccomanda che a ciascuna persona vaccinata venga consegnata l'informazione sulla tipologia e il lotto del vaccino somministrato da parte dell'operatore sanitario che effettua la vaccinazione.
CONSERVAZIONE DEI VACCINI - I vaccini antinfluenzali devono essere conservati a temperature comprese tra +2°C e + 8°C e non devono essere congelati. Correttamente conservati, rimangono stabili per almeno un anno. Per un mantenimento ottimale si raccomanda di assicurarsi che il vaccino permanga il meno possibile fuori dal frigorifero e che non venga interrotta la catena del freddo. Il vaccino deve essere trasportato in busta o contenitore per farmaci/alimenti refrigerati nei quali sia presente un elemento refrigerante, con il quale va evitato accuratamente che il vaccino venga a diretto contatto.
MISURE DI PREVENZIONE AMBIENTALE - Per la prevenzione ambientale contro la diffusione dei virus respiratori le principali raccomandazioni riguardano: 1. Ventilazione degli ambienti. 2. Igiene delle superfici e degli oggetti. 3. Controllo di umidità e temperatura: mantenere un livello di umidità relativa tra 40–60% ed evitare ambienti troppo secchi o troppo freddi. 4. Evitare assembramenti. 5. Pulizia e manutenzione regolare degli impianti di climatizzazione. Uno studio italiano pubblicato sul Journal of Infection, che ha revisionato 304 articoli sulle principali banche dati scientifiche, evidenzia come l'irradiazione a microonde non termiche possano inattivare efficacemente virus respiratori, tra cui SARS-CoV-2, influenza e aviaria (A H5N1). Operando nello spettro elettromagnetico compreso tra 300 MHz e 300 GHz, la tecnica induce una risonanza meccanica mirata nelle particelle virali attraverso un meccanismo noto come assorbimento risonante a microonde: queste oscillazioni risonanti generano uno stress meccanico capace di deformare o rompere il capside virale, ovvero l'involucro esterno del virus, inibendone, di fatto, il potere patogeno e la capacità di trasmissione tra individui.
MISURE DI PROTEZIONE INDIVIDUALE - Si raccomandano: 1. Lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, per almeno 40-60 secondi ogni volta, specialmente dopo aver tossito o starnutito, e asciugarle bene. I disinfettanti per le mani a base alcolica possono rappresentare una valida alternativa in assenza di acqua, qualora le mani non siano visibilmente sporche. 2. Osservare una buona igiene respiratoria: coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi le mani. 3. Utilizzare mascherina in presenza di sintomatologia alle vie aeree superiori (raffreddore e tosse). 4. Restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie. 5. Evitare il contatto stretto con persone con sintomatologia attribuibile all'influenza. 6. Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca. 7. Non fumare o soggiornare in ambienti dove si fuma.




