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Salute

L'Apatia

di Redazione · aprile 2026

L'Apatia

Questo termine di origine greca, che significa letteralmente 'assenza di passioni', se in filosofia ha un'accezione positiva (per gli Stoici indicava la serenità dell'anima che si raggiunge liberandosi dai desideri), in psicologia ha invece una connotazione negativa e allude a uno stato di indifferenza per situazioni che di norma dovrebbero suscitare coinvolgimento e interesse.

Frequente nella depressione, che azzera la capacità di gioire del presente o di eventuali possibilità future, può però manifestarsi ciclicamente o transitoriamente in individui sani, provati da una situazione frustrante o routinaria, oppure da persone che hanno appena vissuto un forte stato d'ansia o sperimentato un evento altamente stressante (la morte di un congiunto dopo una lunga malattia, un abbandono imprevisto, la perdita repentina del lavoro ecc…), il cui epilogo ha determinato uno stato di choc.

L'APATIA come DIFESA dalla SOFFERENZA

Ci sono periodi della vita in cui la nostra rassicurante routine quotidiana, infarcita delle piccole gioie che mantengono in noi uno stato di equilibrio e di benessere, viene sconvolta da eventi imponenti, per esempio un tracollo economico o la malattia di un familiare che richiede cure costanti, che pretendono tutta la nostra attenzione. Siamo così obbligati a rinviare, se non addirittura a mettere per sempre nel cassetto, i piccoli grandi progetti, i desideri, le speranze che ci facevano guardare al futuro con ottimismo.

D'improvviso ci sentiamo derubati del privilegio di adagiarci in una vita che sia espressione autentica di noi stessi, impossibilitati a coltivare spazi protetti, a godere della quiete, del silenzio e del piacere di momenti e passioni solo nostri.

Se la situazione si evolve, restituendoci alla normalità, niente di grave. Ma se si cronicizza, allora occorre fare attenzione, perché il protrarsi della PRECARIETA' e dell'EMERGENZA, spengono in noi la speranza che tutto possa ricominciare a girare bene. Per un po' (il lasso di tempo dipende dalla nostra tolleranza nei confronti delle 'cattive sorprese' che la vita può riservare) si può resistere, soprattutto quando la motivazione al 'sacrificio' è forte. Ma oltre un certo limite, il cervello non sa più tollerare la frustrazione di vedere spegnere anche il più piccolo desiderio e si difende dalla sofferenza con l'APATIA, ovvero con uno stato mentale in cui il desiderio e il piacere sono assenti, ma è assente anche il dolore.

Questa apatia, che è preceduta solitamente da uno stato di angoscia e di conflitto interiore, è un reale SINTOMO DEPRESSIVO, anche se nel momento iniziale ci illude sulla possibilità di aver raggiunto una sorta di quiete. E se ignorata può addirittura trasformarsi in una depressione grave. Quindi, quando compare va riconosciuta e affrontata.

Le situazioni 'a rischio' che la possono provocare, soprattutto se si protraggono nel tempo, sono molteplici: Coincidenza di eventi negativi, contrattempi ed emergenze di varia natura; Forte difficoltà economica; Sonno carente o disturbato; Familiare malato; Frequenti crisi di coppia con costante senso di precarietà, situazione abitativa instabile (spostamenti per lavoro, sfratto, domicili 'provvisori' per problematiche svariate, anche catastrofiche ecc.).

Riassumendo, quando la SPERANZA che tutto possa ricominciare ad andare bene si spegne, ci difendiamo con l'APATIA. Ricordiamoci allora che, anche se non lo vediamo, in noi esiste un punto dove la gioia e l'entusiasmo per la vita non smettono mai di pulsare…

Potrebbe essere opportuno ed utile rivolgersi ad uno specialista a cui affidare la nostra storia, il nostro momento presente, perché ci aiuti ad individuare in noi quel 'punto' di risorse interiori dal quale ripartire..

Per ritrovare il 'senso', lo spirito di gioia, la passione per la vita, per le piccole cose, è necessario dialogare con se stessi, dirsi che si sta governando una barca in mezzo alla tempesta e che, se anche l'orizzonte è nebuloso, continua ad esserci una rotta da seguire, con determinazione, concentrazione e fiducia verso se stessi.

QUALCHE CONSIGLIO

Mai sottovalutare la situazione. Anche se l'apatia ti protegge dal dolore, nel contempo ti condanna all'immobilismo. La tua malavoglia può tradursi in un 'non vivere', costringendoti a perpetuare le situazioni di infelicità che ti hanno condotto in questo stato. Abituarti a esso, eternizza una sofferenza che di per sé avrebbe invece i giorni contati.

Non trattenere ciò che hai dentro. Se da un lato sei esausto, dall'altro sei compresso. Non lesinarti quindi le vie di sfogo: un pianto, un urlo, un disegno, una corsa. Non preoccuparti delle eventuali reazioni degli altri, impedendoti di esprimere come ti senti per non preoccuparli o sconcertarli. Tutto quello che non 'butti fuori' imploderà in ulteriore malessere.

Dott. Bianca Pane Psicologa Via dei Platani, 11C - Piano di Sorrento Cell. 393 93 15 564