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Salute

Meditazione ricettiva

di Redazione · novembre 2005

Meditazione ricettiva

Per alcuni il silenzio è solo l'assenza di rumore, vuoto, solitudine. Questo vale per chi non sà stare bene con se stesso o non ha l'abitudine di sgombrare la mente da ogni pensiero per lasciarla correre nella dimensione dei ricordi, della fantasia, delle idee. Forse perchè in fondo ha solo paura di scoprirsi nella sua più totale vulnerabilità. Il silenzio è, invece, sollievo per chi ha imparato che lontano dal tran-tran quotidiano si può raccogliere in sè stessi ritrovando forza, equilibrio, consapevolezza, buonumore e benessere psico-fisico. Per raggiungere tale stato si può ricorrere a varie tecniche olistiche come yoga e meditazione.

La meditazione nata in epoche remotissime in India, è uno strumento che consente di padroneggiare la mente al fine di assaporare fino in fondo le sensazioni gratificanti per la sfera psico-emotiva. Attraverso la meditazione si acquisisce la capacità di gustare fino in fondo le emozioni positive e poi di imprimerle nella memoria per richiamarle alla mente ogni volta che ci si trova alle prese con eventi negativi o comunque destabilizzanti per l'equilibrio interiore. Silenzio e meditazione viaggiano di pari passo: il primo è la condizione necessaria per attuare la meditazione, che a sua volta, consente di apprezzare il silenzio percependolo come pienezza e non come solitudine.

Chi desidera iniziare a gustare il silenzio, e non vi riesce da solo, può iscriversi ad un corso di "meditazione ricettiva". Questa tecnica, alla portata di tutti consente di ottenere uno stato di rilassamento tale da rafforzare le sensazioni di meraviglia ed armonia suscitate da quanto ci circonda e che spesso purtroppo sono ignorate. Rappresenta, inoltre, un mezzo per nutrire lo spirito di emozioni in grado di donare un effetto benefico sia alla mente che al corpo.

Marilena Pascariello