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Salute

Gravidanza ed alimentazione

di Redazione · maggio 2007

Gravidanza ed alimentazione

La gravidanza è una fase molto delicata della vita della donna e come tale ha i suoi pro ed i suoi contro. Dopo i primi tre mesi di gravidanza, a partire dal secondo trimestre, l'organismo si è quasi del tutto assestato alle varie modifiche ma altri aspetti della salute femminile diventano importanti. Prima fra tutti quello dell'alimentazione, che deve essere equilibrata per non privare l'organismo di elementi nutritivi essenziali per lo sviluppo del feto e per il benessere della futura mamma. Circa il 30 per cento delle donne in attesa di un bambino, a partire dal secondo trimestre di gravidanza, va incontro a un'anemia. Tale disturbo viene scoperto in seguito all'esame del sangue. L'anemia in gravidanza è causata da una carenza di ferro, che è la sostanza implicata nella produzione dei globuli rossi e dell'emoglobina. Nel corso della gravidanza, infatti, la quantità di ferro normalmente introdotta con gli alimenti è spesso insufficiente a coprire il fabbisogno di madre e bambino. Questo non deve preoccupare, perché di norma l'anemia è sempre di lieve entità e quindi non ostacola il buon andamento della gravidanza. Tuttavia, è importante non trascurarla sia perché determina una costante sensazione di spossatezza, sia per evitare di arrivare al parto in una condizione di indebolimento organico. Per risolvere il problema dell'anemia è necessario introdurre maggiori quantità di ferro attraverso la dieta. Gli alimenti particolarmente ricchi di questa preziosa sostanza sono: sesamo, germe di grano, soia, fagioli, pistacchi, tuorlo d'uovo, ceci, fiocchi d'avena, crescione, lenticchie, fave, orzo, fichi, spinaci, pane integrale. Seguite sempre le indicazioni del ginecologo che sicuramente riterrà opportuno prescrivere un preparato a base di ferro e acido folico da assumere per bocca. Durante l'assunzione del ferro è consigliabile bere molto e consumare molta verdura cruda e cotta, tanta frutta ben matura, per contrastare la comparsa della stitichezza che spesso si associa a questo tipo di cura. Bisogna anche dire che circa la metà delle donne che aspettano un bambino, a partire dal secondo trimestre, va incontro a un problema di intestino pigro. Spesso questo problema non è collegato solo all'assunzione orale di preparati a base di ferro ma ne è responsabile il progesterone che agisce sulla muscolatura limitando la sua tonicità. Di ciò risente anche il colon il cui compito è contrarsi per eliminare le feci. Inoltre, l'utero ingrossato preme sull'intestino rallentandone la funzionalità Pertanto è consigliabile bere almeno due litri di acqua al giorno, preferendo l'acqua oligominerale naturale (l'acqua gassata potrebbe determinare gonfiore). Sarebbe opportuno ridurre il consumo di brodo di carne, tortellini, riso, mollica di pane, carni affumicate e conservate, molluschi, frittata e uova al tegame, formaggi piccanti e stagionati, peperoni, melanzane, ravanelli. Abolire il cioccolato, la panna montata, la pasta frolla, gli alcolici, le bibite gassate, il caffé. Evitate una vita troppo sedentaria, se possibile fate delle passeggiate all'aria aperta. Non assumete mai lassativi di vostra iniziativa (potrebbero irritare la mucosa intestinale o peggio ancora indurre l'utero a contrarsi aprendo la strada al rischio che si interrompa la gravidanza), ma consultate il vostro ginecologo. Si rivela di grande aiuto, un antico ma senza dubbio efficace sistema che consiste nell'adottare l'abitudine di ingerire al mattino a digiuno e la sera prima di andare a letto un cucchiaio di olio di oliva accompagnato da un pezzetto di pane. Questo sistema favorisce i movimenti intestinali da cui dipende in parte la regolarità nei ritmi di evacuazione. Nei prossimi appuntamenti tratteremo altri suggerimenti per chi è in dolce attesa, pertanto se avete quesiti scriveteci.

Marilena Pascariello