Con l'arrivo dell'inverno purtroppo, oltre ad arrivare le feste di Natale, ci sono tante patologie più o meno gravi: dalla semplice influenza a malattie epidemiche come ad esempio la meningite. Questa malattia sebbene sia in costante diminuzione, è riapparsa in modo prepotente alla ribalta negli ultimi due anni. In seguito al clamore suscitato dai casi di meningite registrati il mese scorso, in particolare nel Veneto, il Ministero della Salute, ha reputato utile fornire un quadro complessivo della situazione sia dal punto di vista epidemiologico che di quello della prevenzione e del controllo della malattia, al fine di scongiurare un inutile allarmismo tra i cittadini. Nonostante la costante diminuzione di questa malattia in Italia, ogni anno si verificano ancora casi di meningite batterica. Si tratta di una malattia infettiva grave, ma curabile a meno che non si presenti nella sua forma fulminante come appunto il caso del focolaio epidemico del Veneto provocato dal batterio Meningococco di gruppo C. La meningite è classificabile in quattro gruppi:
1) causato dal batterio Meningococco (prevalentemente di gruppo C); 2) causato dal batterio Pneumococco; 3) causato dal batterio Emofilo (ormai controllato grazie alla vaccinazione specifica che viene somministrata ai neonati); 4) l'ultimo gruppo è invece causato da diversi batteri non particolarmente gravi.
Il Meningococco è in ogni caso un frequente abitante della nostra gola senza per questo dare alcun problema. Da ciò possiamo dedurre che la maggior parte delle persone, non è quindi sensibile alla meningite e solo raramente questo può aggredire e provocare la malattia. Il contagio avviene da persona a persona attraverso contatti stretti in ambienti affollati, mentre il batterio non riesce a sopravvivere nell'ambiente, né negli alimenti, bevande o su oggetti: per questo non sono efficaci disinfezioni ambientali e non c'è un rischio epidemico che oltrepassi il circuito ristretto dei casi. In questi casi il contaggio è comunque prevenibile con l'apposita profilassi antibiotica. Veri e propri episodi epidemici sono assolutamente infrequenti nel nostro Paese, mentre i casi che si sono verificati sono stati del tutto sporadici.
In Italia, rispetto agli altri paesi Europei ed extraeuropei, la meningite ha una incidenza molto bassa ed in progressiva diminuzione grazie alla diffusione della profilassi della vaccinazione. La reazione dei Servizi di Sanità pubblica è stata appropriata e tempestiva. Inoltre, la pronta identificazione del batteri offerta dal laboratorio di Padova ha permesso un rapido intervento di profilassi che unito alla rapida e giusta informazione della popolazione ha scongiurato il diffondersi dell'epidemia. Rassicurante è anche il fatto che il focolaio veneto non possa generare ulteriori casi in quanto è trascorso il massimo tempo di incubazione dalla comune esposizione del gruppo. Pertanto il focolaio è da ritenersi sotto controllo per quanto concerne la popolazione esposta al contaggio e del tutto priva di rischi per coloro che non hanno avuto contatti diretti con tale zona. La maggioranza delle infezioni da Meningococco è asintomatica e non patogena solo raramente il batterio provoca una meningite. La prevenzione della meningite si attua con poche azioni: pronta identificazione dei casi, la giusta profilassi antibiotica rivolta non solo al soggetto colpito ma anche alle persone esposte a contatti diretti con lo stesso e l'effettuazione del vaccino antimeningite. Pertanto è inutile allarmarsi ai primi segni di febbre o altro basta semplicemente consultare il proprio medico di fiducia che potrà chiarire ogni minimo dubbio e se opportuno prescrivere le giuste cure. Questo per evitare che la paura possa portarci a scambiare una semplice sindrome influenzale in qualcosa di più grave. Auguro a tutti un Buon Anno Nuovo
Marilena Pascariello




