Ormai siamo abituati ad associare il ciclismo al doping, basta leggere le ultime notizie sul Tour de France ed ecco spuntare un altro campione, come Contador che viene accusato di Doping. Ma che cosa è il Doping? È l'assunzione o la somministrazione di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, non giustificate da condizioni patologiche usate allo scopo di alterare le prestazioni degli atleti. Il doping può sembrare strano, ma ha una storia antica quanto quella dello sport. Non a caso già all'epoca delle seconde olimpiadi nel 668A.C. ci sono documentazioni storiche che ci raccontano l'abitudine degli antichi atleti Greci di utilizzare funghi allucinogeni, erbe ed altre sostanze, per incrementare le loro prestazioni sportive. Nel ciclismo la prima morte per sostanza dopante è avvenuta nel lontano 1886. Si trattava del ciclista Gallese Arthur Linton e fu causata dal "trimetil", stimolante del sistema nervoso centrale anfetaminosimile. Un lento susseguirsi di casi sino al 1967 nel Tour de France, in diretta televisiva il ciclista inglese Tom Simpson, nella tappa del Mont Ventoux, si accasciò a terra per un collasso cardiaco e poi morì. Ma l'opinione pubblica è stata sconvolta dal fenomeno Doping alla fine degli anni 90"con il coinvolgimento di numerosi ciclisti fino ad arrivare al grande "Pantani". Chi non ricorda l'amarezza di quel campione e forse con lui è finito il fascino di uno sport come il ciclismo. È chiaro che il Doping è una pratica intesa ad elevare artificiosamente le prestazioni dell'atleta in gara, soprattutto per favorirlo slealmente. Il problema si allarga a macchia d'olio quando ad essere coinvolti non sono solo professionisti, mai giovani che si avvicinano alla carriera ciclistica che subiscono spesso un vero e proprio lavaggio del cervello, in quanto si sentono ripetere la solita frase "se vuoi arrivare devi curarti". Sono pochi quelli che più informati e più legati ai principi morali riescono a dire no, ma pagano nella maggior parte dei casi rimanendo nell'ombra. Dietro a tutto questo c'è sempre il problema che lo sport è spettacolo, dove girano molti soldi, e le squadre spesso sono solo fabbriche di campioni a tutti i costi. Ormai da anni si combatte questa piaga, la legge che punisce chi fa uso di sostanze proibite e chi le distribuisce agli atleti risale al 1971 ed a partire da quell'anno il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) pubblica una lista continuamente aggiornata di sostanze proibite. Diffondere una sana cultura dello sport, mettendo in primo piano valori di etica, rispetto dell'avversario ed onestà è soprattutto compito dei campioni, che sono uomini immagine per i FANS e per tutti coloro che li imitano, in tutto quello che fanno. Quanti ciclisti infatti, imitano schemi di allenamento, diete alimentari, di personaggi famosi pubblicate su riviste e giornali, senza pensare che il tutto è per il singolo individuo e che questi campioni sono sempre sotto stretto controllo medico e quindi con estrema facilità si è arrivati a pensare che il Doping è lecito per raggiungere gli obiettivi come anche quello di vincere una semplice gara a livello "amatoriale"nella quale si può essere solo uomo di classifica o al massimo portare un trofeo a casa. La domanda che dovrebbe sorgere è "vale la pena rischiare la vita anche solo per un trofeo? "Una buona prestazione sportiva deve basarsi solo sulle proprie capacità, un buon allenamento, una buona alimentazione ed un equilibrato consumo di integratori alimentari. Il ministero della sanità nel 1999 ha emanato specifiche linee guida definendo gli integratori a fini sportivi "alimenti adatti a un intenso sforzo muscolare"formulati in modo confacente alle esigenze nutrizionali per il tipo di attività svolta ed ha individuato diverse categorie di prodotti a secondo del loro uso: ripristinare le scorte energetiche e quelle idrosaline che si perdono con la sudorazione; aiutare la ricostruzione delle strutture muscolari con proteine e aminoacidi; fornire micronutrienti quali minerali o vitamine e limitare i danni delle tossine con vitamine antiossidanti. La prescrizione deve essere affidata a medici esperti di nutrizione sportiva, in grado sia di valutarne l'efficienza e di prevenire effetti secondari, specie nel caso di prodotti derivati dalle proteine e di dosi elevate. Ricordiamo che un sovraddosaggio è Doping. Nella lista delle sostanze proibite figura la Caffeina, sostanza presente nella dieta e di cui è dannosa l'assunzione in dosi farmacologiche, è un alcaloide, sostanza eccitante presente nelle foglie di tè cola e nei semi di cacao e caffè. Ha proprietà analgesiche, stimolanti e diuretiche. È considerata doping una concentrazione urinaria superiore a 12mg/L, corrispondente all'assunzione di 500-600mg di caffeina (5/6 tazzine di caffè in un lasso di tempo di 1-2 ore). Sostanze proibite sono gli Anabolizzanti, ormoni sessuali maschili o loro derivati, aumentano la potenza dei muscoli perché favoriscono la sintesi proteica e quindi la costruzioni di tessuti da parte dell'organismo. Gli effetti collaterali sono "devastanti" soprattutto nella sfera sessuale sia per uomini che per donne. L'ormone della crescita GH è un prodotto dell'ipofisi, viene usato per aumentare la massa muscolare magra soprattutto nell'atletica e dai culturisti con pesanti effetti collaterali. Il GF1 (fattore di crescita insulino simile ) prodotto dal fegato soprattutto nel periodo puberale, è una delle sostanze dopanti di più recente introduzione. Ha gli stessi effetti collaterali dell'ormone della crescita. L'insulina è un ormone secreto dal pancreas che regola il contenuto di zucchero nel sangue. Gli effetti collaterali sono numerosi: rottura dei globuli rossi, squilibri del battito cardiaco, ritenzione di liquidi, tossicità a carico del fegato e danni al sistema nervoso. L'Eritropoietina (EPO) è un ormone prodotto naturalmente dal rene sintetizzabile per mezzo dell'ingegneria genetica. Stimola il midollo osseo a produrre globuli rossi, gli atleti lo usano per avere più ossigeno a disposizione nei muscoli, aumentando così la resistenza in gare di lunga durata. Gravissime sono le conseguenze: ipertensione, rischio di ictus, trombosi, embolie e paralisi, insufficienza renale cronica. Il Deidroepiandrosterone (DHEA) è un precursore steroideo degli androgeni. Antiasmatici betabloccanti: rilassano la muscolatura dei bronchi, sono usati dagli ammalati di asma, gli sportivi ne abusano per la loro proprietà di aumentare la massa muscolare, con effetti simili a quelli del testosterone, provocano depressione, bronchiti, danni cardio vascolari. Sostanze eccitanti. Quando ci prepariamo per un esercizio fisico il sistema nervoso simpatico produce adrenalina che aumenta la vigilanza e la capacità di concentrazione, il flusso di sangue nei muscoli, la forza contrattile del cuore, la profondità del respiro. Esistono sostanze che esplicano le stesse azioni dell'adrenalina, dette amine simpatico mimetiche, per esempio l'efedrina contenuta anche in molte specialità medicinali in commercio, come preparati contro la tosse e il raffreddore, antiasmatici. Altri stimolanti sono le Anfetamine, o vere e proprie droghe come la cocaina. Sostanze mascheranti che permettono di assumere dosi elevate di molecole vietate senza che possano essere riscontrabili con esami di laboratorio. I più usati sono i diuretici. La lista è lunga ed è sconvolgente che non si pensa agli effetti collaterali lo stesso capo della procura antidoping del coni, Ettore Torri si è lasciato andare in una dichiarazione shock: "I ciclisti sono tutti dopati"e "se il doping non facesse male alla salute sarebbe da legalizzare". Ma si tratta sicuramente come hanno detto molti giornali, dello sfogo di un uomo stanco che da anni combatte contro il doping e tutti colori che ne propongono. Dobbiamo essere fermamente convinti che lo sport non può essere associato solo ed esclusivamente al doping, bisogna rafforzare la nostra coscienza morale e soprattutto quella di tutti i praticanti sportivi. Ricordarsi che non bisogna vincere a tutti i costi, quando il prezzo da pagare è la vita stessa.
Ciclismo = Doping?
di Redazione · ottobre 2010

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